Aveva moltissimi punti forti.
Prima di tutta una colonna sonora ispirata e particolarmente azzeccata. Posizionava ogni canzone al momento giusto, senza sbagliare un collocamento, né un effetto sonoro, cosa molto rara al tempo ('87).
Un'altra cosa che non riuscirò mai a levarmi dalla testa di quel film, è l'invalicabilità dei suoi colori. Il possente grigio di robocop, il blu della crema solare nella finta pubblicità durante il film... Ah sì, la finta pubblicità, un altro fenomeno in grado di farlo adattare perfettamente alla trasmissione nelle tv pubbliche americane: un film diretto più verso il piccolo schermo che verso il cinema.
Per quanto risulti strano e di difficile comprensione ad un primo impatto, Robocop non è solo un film d'azione veramente tamarro e di grande intrattenimento, ma è anche un'opera sulla disumanizzazione, sulla comunicazione dei media eccessivamente positivista e spesso minimizzatrice, ma soprattutto un grande avvertimento contro l'eccessivo sviluppo tecnologico mondiale e le sue possibili -tragiche- conseguenze.
Un film di grandissimo impatto in tutto, ma non è mai stato tra i miei preferiti per l'eccessiva pupazzosità del costume del protagonista: ROBOCOP.
Vi starete chiedendo come mai abbia scritto in maiuscolo il nome del personaggio principale. Beh principalmente perchè mi si è rotto il caps lock scrivendo il primo articolo, ma anche perchè in questo remake si sono completamente dimenticati l'unica identità che si dovevano ricordare.
Prima di continuare questa recensione, vorrei ricordare insieme a voi che cosa cavolo dovrebbe essere un remake.
Senza andare a cercare su wikipedia, il remake è una rivisitazione in chiave moderna di un'opera cinematografica o videoludica.
Rivisitazione in chiave moderna inteso come un adattamento dell'opera all'anno corrente, qualcosa che possa rilanciare il brand, quindi mostrare mnuovamente il volto del prodotto, così come era stato pensato originariamente, ma strizzando l'occhio alle nuove generazioni, così che tutti possano goderne senza sbranarsi tra un anno ed un altro.
Molti film non hanno bisogno di un remake, perchè essi sono e saranno sempre senza tempo, invecchieranno sempre bene e la storia vorrà sempre vederli così come sono stati progettati e realizzati inizialmente. Tra i più famosi possiamo trovare Ritorno al futuro o i primi Star Wars.
UN REBOOT è tutt'altra cosa.
Il cazzo di reboot è quella merda che ti fanno ingoiare i creatori di un brand (o più spesso quelli che lo hanno acquistato ed hanno deciso di cancellare dalla storia il passato del prodotto in questione) per farti piacere qualcosa a cui non ti sei legato ad un primo impatto.
Il reboot è il mantenimento dei personaggi per una storia completamente differente.
Spesso il mantenimento solamente dei nomi dei personaggi, nemmeno della loro personalità.
Questo è il caso di prodotti come Devil May Cry (dante non ha i capelli neri e non li avrà mai.).
Tornando però a parlare di cinema, un celebre caso di reboot nella filmografia odierna è capitan america, o -forse ancor peggio- hulk. Film (non casualmente) dello stesso franchising passati sotto una lucidatrice per esser poi rilanciati in quello che oggi possiamo chiamare "the avengers e figli". In questo specifico caso il reboot ha funzionato.
Nel caso di Robocop no.
I lettori più attenti avranno notato che ho usato sia il termine Remake che Reboot riferendomi a questo film. E' esattamente così e non è stata una mia disattenzione: Robocop è un Reboot che si spaccia per Remake.
Non ha nulla del precedente film e si sente terribilmente nella sua ombra.
Se nella prima proiezione il protagonista è a tutti gli effetti un robot, qui è un uomo che tentano di far passare come tale. non è altro che un essere umano, dotato di sentimenti e cognizione di se stesso infilato nel corpo di una macchina. Egli non cerca di apparire come una macchina fredda e spietata (nella prima parte del film), sono GLI ALTRI a definirlo tale per tutto il tempo, sono le persone intorno a lui a descriverlo come un esperimento o semplicemente come qualcosa di controllabile. Il protagonista dsi comporta da umaano per il 90% dell'opera.
Partiamo dal principio.
[TRAMA]
Il film si apre con un... SAMUEL L. JACKSON!
BAM! Sparato a mille all'ora contro la faccia degli spettatori, in primo piano, a fare il giornalista. Una parte completamente inutile nel film, ma che in un certo senso nel suo ripetersi di interviste tra il nostra nero preferito ed onnipresente, un senatore degli usa ed il presidente di un'industria di robotica (quella su cui si baserà il film) si ricrea l'atmosfera del vecchio robocop in tutto e per tutto. Cronaca che sezza le scene d'azione, creando un vero e proprio distacco dal protagonista ed il mondo intorno a lui, ma coinvolgendo al tempo stesso lo spettatore nel mondo in cui avvengono le azioni dei personaggi. Si crea un universo parallelo in cui ci è permesso entrare esattamente come parte della folla che circonda il nostro eroe di latta.
Peccato che questo duri poco, esattamente come le scene di velato humor nero nel mostrare una guerra a Tehran in cui vengono mostrati per la prima volta i robot con cui ci verremo a scontrare per tutto il film. Enormi ammassi di problemi che obbligheranno i personaggi a parlare della questione della robotica per almeno 50 minuti buoni.
50 minuti in cui non succede assolutamente un cazzo.
Davvero.
Il protagonista si fa nemici degli sbirri corrotti, diventa robocop, la gente intorno a lui parla e fa delle statistiche di gradimento sul suo pisello di metallo. Veramente nulla. Il vuoto. Nei 10 minuti centrali però accade il pandemonio.
Robocop viene testato (la prima volta con una bellissima canzoncina anni 50 che mi ha ricordato tantissimo il clima del videogioco fallout -chi mi conosce starà scuotendo la testa, ma queste persone devono incassare e portare a casa, quando spari a dei robot con una canzoncina allegra e patriotica in sottofondo quello è il metro di paragone), viene dichiarato pronto per il pubblico, ma pur di essere presentato in tempo, FINALMENTE gli tolgono i sentimenti. (in modo tale che possa assorbire tutte le informazioni sui crimini irrisolti nel suo cervello senza provare empatia per il caso. Stupido, sì, ma meno dei minuti di film precedenti), arresta un tizio in diretta e diventa un figaccione per tutti.
Il film poteva finalmente diventare simile a quello precendente, ma chiunque sia stato ad ideare questa ciofeca, ha pensato bene di ridargli i sentimenti dopo nemmeno cinque minuti dalla spiegazione (sì, UN'ALTRA spiegazione) di come non potesse provare nulla. nemmeno il tempo di abituarsi all'idea di aver di fronte un robot che questo non solo torna umano, ma inizia anche ad investigare sul proprio caso per trovare vendetta e soprattutto per rendere il mondo più sicuro per suo figlio e sua moglie.
Quindi inizia a provare
Amore
Rabbia
Odio
Insicurezza
Passione
Porco cazzo, il professorone che gli ha tolto le emozioni ha fatto un lavoro da nobel! Soprattutto dato che tutto questo si manifesta nel giro di venti secondi dalla visione della moglie. WOW.
Davvero geniale doc!
In ogni caso, il film continua in maniera piuttosto simile al primo film, se non per il fatto che... Robocop non solo non debba (esplicitamente) seguire le tre regole che lo caratterizzavano (far rispettare la legge, non danneggiare i cittadini, ordine pubblico totale + non attaccare i dirigenti della casa produttrice), ma possa anche infrangere i limiti imposti dal nuovo film (non attaccare la gente dotata di un sistema di protezione dai sensori robotici o qualche troiata del genere). Il film tenta anche di infilare senza motivo la frase storica del precedente capolavoro nello scontro finale: "tu verrai con me vivo o morto". questo risulta solamente altisonante, come se gli sceneggiatori avessero ddeciso all'ultimo momento, in post produzione, di mettere la frase all'interno dei dialoghi, non riuscendo a trovare il momento giusto per metterla -quindi sparandola veramente a caso, dato che robocop tenta chiaramente di uccidere la sua nemesi, non di arrestarla.
Insomma, alla fine il prode (non)robot ammazza il cattivo, salva la famiglia e fa concludere un film che a differenza della prima opera risulta semplicemente dimenticabile e privo di una ragione per cui esistere.
Partiamo dal principio.
[TRAMA]
Il film si apre con un... SAMUEL L. JACKSON!
BAM! Sparato a mille all'ora contro la faccia degli spettatori, in primo piano, a fare il giornalista. Una parte completamente inutile nel film, ma che in un certo senso nel suo ripetersi di interviste tra il nostra nero preferito ed onnipresente, un senatore degli usa ed il presidente di un'industria di robotica (quella su cui si baserà il film) si ricrea l'atmosfera del vecchio robocop in tutto e per tutto. Cronaca che sezza le scene d'azione, creando un vero e proprio distacco dal protagonista ed il mondo intorno a lui, ma coinvolgendo al tempo stesso lo spettatore nel mondo in cui avvengono le azioni dei personaggi. Si crea un universo parallelo in cui ci è permesso entrare esattamente come parte della folla che circonda il nostro eroe di latta.
Peccato che questo duri poco, esattamente come le scene di velato humor nero nel mostrare una guerra a Tehran in cui vengono mostrati per la prima volta i robot con cui ci verremo a scontrare per tutto il film. Enormi ammassi di problemi che obbligheranno i personaggi a parlare della questione della robotica per almeno 50 minuti buoni.
50 minuti in cui non succede assolutamente un cazzo.
Davvero.
Il protagonista si fa nemici degli sbirri corrotti, diventa robocop, la gente intorno a lui parla e fa delle statistiche di gradimento sul suo pisello di metallo. Veramente nulla. Il vuoto. Nei 10 minuti centrali però accade il pandemonio.
Robocop viene testato (la prima volta con una bellissima canzoncina anni 50 che mi ha ricordato tantissimo il clima del videogioco fallout -chi mi conosce starà scuotendo la testa, ma queste persone devono incassare e portare a casa, quando spari a dei robot con una canzoncina allegra e patriotica in sottofondo quello è il metro di paragone), viene dichiarato pronto per il pubblico, ma pur di essere presentato in tempo, FINALMENTE gli tolgono i sentimenti. (in modo tale che possa assorbire tutte le informazioni sui crimini irrisolti nel suo cervello senza provare empatia per il caso. Stupido, sì, ma meno dei minuti di film precedenti), arresta un tizio in diretta e diventa un figaccione per tutti.
Il film poteva finalmente diventare simile a quello precendente, ma chiunque sia stato ad ideare questa ciofeca, ha pensato bene di ridargli i sentimenti dopo nemmeno cinque minuti dalla spiegazione (sì, UN'ALTRA spiegazione) di come non potesse provare nulla. nemmeno il tempo di abituarsi all'idea di aver di fronte un robot che questo non solo torna umano, ma inizia anche ad investigare sul proprio caso per trovare vendetta e soprattutto per rendere il mondo più sicuro per suo figlio e sua moglie.
Quindi inizia a provare
Amore
Rabbia
Odio
Insicurezza
Passione
Porco cazzo, il professorone che gli ha tolto le emozioni ha fatto un lavoro da nobel! Soprattutto dato che tutto questo si manifesta nel giro di venti secondi dalla visione della moglie. WOW.
Davvero geniale doc!
In ogni caso, il film continua in maniera piuttosto simile al primo film, se non per il fatto che... Robocop non solo non debba (esplicitamente) seguire le tre regole che lo caratterizzavano (far rispettare la legge, non danneggiare i cittadini, ordine pubblico totale + non attaccare i dirigenti della casa produttrice), ma possa anche infrangere i limiti imposti dal nuovo film (non attaccare la gente dotata di un sistema di protezione dai sensori robotici o qualche troiata del genere). Il film tenta anche di infilare senza motivo la frase storica del precedente capolavoro nello scontro finale: "tu verrai con me vivo o morto". questo risulta solamente altisonante, come se gli sceneggiatori avessero ddeciso all'ultimo momento, in post produzione, di mettere la frase all'interno dei dialoghi, non riuscendo a trovare il momento giusto per metterla -quindi sparandola veramente a caso, dato che robocop tenta chiaramente di uccidere la sua nemesi, non di arrestarla.
Insomma, alla fine il prode (non)robot ammazza il cattivo, salva la famiglia e fa concludere un film che a differenza della prima opera risulta semplicemente dimenticabile e privo di una ragione per cui esistere.
LA VERSIONE DI TK
Robocop 2014 è un film dimenticabile.
Robocop 2014 è un film dimenticabile.
Non è un brutto film, ma sicuramente non regge il confronto con il suo predecessore o comunque quello a cui tenta di far da reboot. Il cmbbio comletamente inutile dei personaggi, la loro rivisitazione e soprattuttio il tentativo di mantenersi in linea con un'opera -chiaramente non sua- del regista rendono il film un'americanata pazzesca. se la pellicola potesse parlare sarebbe capace solo di boffonchiare:
"murrica.... freedom... murrica"
lo stesso fatto che abbiano deciso di riverniciare robocop è chiaramente il simbolo del cambiamento dell'anima non solo del personaggio, ma di tutto il film. Quel semplice cambio di colore sta a significare che non avevano intenzione alcuna di fare un altro robocop, ma di parlare di una storia completamente differente, qualcosa che sinceramente abbiamo già visto e di cui abbiamo tutti piene le palle.
Chiaramente carini gli effetti dei combattimenti, ma è inutile parlarne dato che questi sono in due scene del film e che durano veramente poco. e' un'opera pigra, che non centra il suo senso principale (ovvero l'azione e soprattutto non lascia nulla una volta finita. assolutamente niente, il vuoto, esattamente lo stesso termine che si potrebbe usare per indicare l'universo creativo di chiunque abbia creato questa ennesima cagata hollywoodiana. non è nemmeno adeguatamente trash, non è assolutamente nulla.
Almeno Moebius mi ha lasciato gli incubi, questo nemmeno un po' di disgusto, solo la noia.
Consigliato: no
Voto: 5/10 e solo per i primi 10 minuti, altrimenti sarebbe stato un 4.
Chiaramente carini gli effetti dei combattimenti, ma è inutile parlarne dato che questi sono in due scene del film e che durano veramente poco. e' un'opera pigra, che non centra il suo senso principale (ovvero l'azione e soprattutto non lascia nulla una volta finita. assolutamente niente, il vuoto, esattamente lo stesso termine che si potrebbe usare per indicare l'universo creativo di chiunque abbia creato questa ennesima cagata hollywoodiana. non è nemmeno adeguatamente trash, non è assolutamente nulla.
Almeno Moebius mi ha lasciato gli incubi, questo nemmeno un po' di disgusto, solo la noia.
Consigliato: no
Voto: 5/10 e solo per i primi 10 minuti, altrimenti sarebbe stato un 4.



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