Se Dovessi stipulare una first ten dei migliori film del 2014, questo sicuramente (per ora) sarebbe nella first 3.
Partendo da una trama semplicissima ed incredibilmente demenziale, raggiunge livelli di comicità a metà tra il nipponico e l'occidentale.
Seppur alcune scene viste dalla parte Italiana possano risultare noiose o addirittura forzate, essendo un appassionato di manga ed anime alla soglia dell'otaku e capendo il perchè di determinate azioni, sono più che convinto che questo film sia un ottimo prodotto nonchè qualcosa per cui posso dire fieramente (ed attenti perchè raramente me lo sentirete ripetere tra le pagine di questo blog)
E' valso ogni centesimo degli 8 euro del biglietto
Parte come una commedia, continua trascinandoti nella sua demenzialità e convincendoti a tal punto della sua storia da farti entrare nei personaggi e portarti a chiederti come finire, a farti sperare in un lieto fine meno scontato di quanto appare.
Questo è quello che dovrebbe fare un buon film: trascinarti nella storia e farti vivere qualcosa di incredibile, anche solo per un pomeriggio.
Non servono le frasoni epiche dei film di hollywood, né il rimanere seri fino alla fine. Il regista vuole un minestrone di generi? Diamogli la sua brodaglia, ma attenzione: raramente si vedono casi come questo tra le sale.
LA TRAMA
Molto brevemente: Siamo nel 130 dC ca.
Il protagonista è un architetto di terme nell'antica Roma sotto Adriano.
Non riesce a trovare un'idea per migliorare la sua prima opera, fino a quando non cade in acqua.
In poco tempo si scopre esser stato catapultato in un mondo molto diverso dal suo e di cui non conosce assolutamente nulla. Qui i "selvaggi" colonizzati usano cesti per tenere i loro asciugamani e servono bevande col latte al gusto di frutta. siamo nel Giappone moderno ed il film andrà avanti seguendo una serie infinita di balzi temporali... Intervallati da un panzone che canta come Pavarotti (TOP.)
La demenzialità è sempre dietro l'angolo. Non me la sento di dire altro sul proseguimento della trama perchè non merita di esser spoilerata malamente.
Il protagonista è un architetto di terme nell'antica Roma sotto Adriano.
Non riesce a trovare un'idea per migliorare la sua prima opera, fino a quando non cade in acqua.
In poco tempo si scopre esser stato catapultato in un mondo molto diverso dal suo e di cui non conosce assolutamente nulla. Qui i "selvaggi" colonizzati usano cesti per tenere i loro asciugamani e servono bevande col latte al gusto di frutta. siamo nel Giappone moderno ed il film andrà avanti seguendo una serie infinita di balzi temporali... Intervallati da un panzone che canta come Pavarotti (TOP.)
La demenzialità è sempre dietro l'angolo. Non me la sento di dire altro sul proseguimento della trama perchè non merita di esser spoilerata malamente.
LA VERSIONE DI TK
(with special guest)
(with special guest)
Prima di vedere il film non sapevo assolutamente nulla di Termae Romae. Non sapevo che fosse tratto da un manga, non pensavo che fosse un film giapponese, non avevo idea nemmeno di cosa parlasse.
Un mio amico mi ha portato a vederlo senza dirmi praticamente nulla e devo ammettere di aver perso entrambi i polmoni nelle prime scene. Il ritmo della comicità del film ha un calo drastico dopo la prima metà, ma arrivati a quel punto ha già fatto il suo lavoro e si è pronti ad accettare i personaggi ed a seguirne le vicende.
Traendo informazioni da un certo Marco, l'amico-merda che mi ha fatto spendere dei soldi per vedere un film che potevo vedere benissimo domani su cineblog (li mortacci tua e di tu'mammet'), dopo la proiezione del film sono stati posti sotto la mia attenzione un paio di particolari decisamente interessanti.
Prima di tutto, come già detto, il fatto che sia tratto da un manga. Particolare a riguardo, il fatto che nel film abbiano aggiunto dal nulla una finta biografia dell'autrice nella figura della protagonista femminile.
Oltre a questo, l'uso degli attori. Il protagonista è un mulatto... mezzo italiano mezzo giapponese.
Io non ho la più pallida idea di dove cazzo lo abbiano trovato, ma a parer mio sono stati dei maledetti geni.
Da notare inoltre un paio di fattori riguardanti la sceneggiatura e la scenografia.
Per quanto riguarda la scelta dei dialoghi, spesso risulta un po' carente a causa della presenza di alcuni personaggi "moe" (che per chi non lo sapesse è un tipo di disegno giapponese utilizzato per le scene di "comicità carina" -i nerdacci a casa mi passino il termine, ne sapete sicuramente più voi, ma non spaccatemi il cazzo) che rendono le scene comiche un po' estremizzate e danno un tocco leggermente nazionalista (e sia chiaro che il leggermente è ironico) a tutta la pellicola.
Il film vuole giocare (come molti anime) sulla superiorità del giappone, con il paragone diretto con un'altra terra. I personaggi dei vecchietti presenti all'interno del film hanno esplicite tendenze al gioco di squadra, sottolineate addirittura dal protagonista. Essi verranno descritto come "un gruppo che da la priorità alla massa piuttosto che al singolo"... Non so voi, a a me ricorda qualcosa, chi vuole intendere intenda -in questo blog non si fa politica.
Sono inoltre presenti impliciti paragoni tra un occidente retrogrado ed un oriente civilizzato.
L'oriente è visto come ospitale, L'occidente come tremendo e corrotto.
L'orientale supera i problemi sul lavoro, L'occidentale sfugge ad essi.
Insomma, perdonatemi, ma... Giapponesi carissimi: tornatevene un po' a coltivar del riso, grazie.
Per quanto riguarda la scenografia, qui invece dobbiamo tornare a parlar bene del film.
Ogni ambiente è a modo suo magico. Dalla parte più "civilizzata" del giappone, dove ci sono colori accesi ed un grandissimo interesse nel mostrare la cultura locale in forme più o meno esplicite (grrr), fino al mistico clima del misterioso occidente.
Le terme sono sempre un luogo magico, dalle prime con il meraviglioso affresco del vesuvio, fino alle terme private dell'imperatore che sfumano dal giallo al blu in maniera quasi impercettibile ed al contempo rilassante persino per lo spettatore. Vedere queste cose al cinema non ha prezzo e solamente per i magnifici climi dell'ambientazione merita di entrare a far parte dei film imperdibili di quest'anno.
Poi oh, andateci con un paio di bacchette per mangiare i pop-corn, altrimenti i nippominchia si offendono.
Voto: 8 svastiche e mezzo
Consigliato: assolutamente sì
CORREZIONE: A quanto pare Hiroshi Abe NON HA origini italiane.
La mia fonte verrà presa a testate per avermi fatto scrivere una cagata, ma se non mi avessero fatto notare il fatto che fosse una bufala, probabilmente ci avrei creduto fermamente. I lineamenti non sono giapponesi ed è il doppio di ogni altro attore presente sul cast. Molto spesso ci sono figure che non ricordano per niente dei giapponesi e -come già detto- il film fa entrare nella storia in maniera graduale ed efficace.
Non è la nazionalità di un attore a fare il film, ma Marco si beccherà una testata.
Un mio amico mi ha portato a vederlo senza dirmi praticamente nulla e devo ammettere di aver perso entrambi i polmoni nelle prime scene. Il ritmo della comicità del film ha un calo drastico dopo la prima metà, ma arrivati a quel punto ha già fatto il suo lavoro e si è pronti ad accettare i personaggi ed a seguirne le vicende.
Traendo informazioni da un certo Marco, l'amico-merda che mi ha fatto spendere dei soldi per vedere un film che potevo vedere benissimo domani su cineblog (li mortacci tua e di tu'mammet'), dopo la proiezione del film sono stati posti sotto la mia attenzione un paio di particolari decisamente interessanti.
Prima di tutto, come già detto, il fatto che sia tratto da un manga. Particolare a riguardo, il fatto che nel film abbiano aggiunto dal nulla una finta biografia dell'autrice nella figura della protagonista femminile.
Oltre a questo, l'uso degli attori. Il protagonista è un mulatto... mezzo italiano mezzo giapponese.
Io non ho la più pallida idea di dove cazzo lo abbiano trovato, ma a parer mio sono stati dei maledetti geni.
Da notare inoltre un paio di fattori riguardanti la sceneggiatura e la scenografia.
Per quanto riguarda la scelta dei dialoghi, spesso risulta un po' carente a causa della presenza di alcuni personaggi "moe" (che per chi non lo sapesse è un tipo di disegno giapponese utilizzato per le scene di "comicità carina" -i nerdacci a casa mi passino il termine, ne sapete sicuramente più voi, ma non spaccatemi il cazzo) che rendono le scene comiche un po' estremizzate e danno un tocco leggermente nazionalista (e sia chiaro che il leggermente è ironico) a tutta la pellicola.
Il film vuole giocare (come molti anime) sulla superiorità del giappone, con il paragone diretto con un'altra terra. I personaggi dei vecchietti presenti all'interno del film hanno esplicite tendenze al gioco di squadra, sottolineate addirittura dal protagonista. Essi verranno descritto come "un gruppo che da la priorità alla massa piuttosto che al singolo"... Non so voi, a a me ricorda qualcosa, chi vuole intendere intenda -in questo blog non si fa politica.
Sono inoltre presenti impliciti paragoni tra un occidente retrogrado ed un oriente civilizzato.
L'oriente è visto come ospitale, L'occidente come tremendo e corrotto.
L'orientale supera i problemi sul lavoro, L'occidentale sfugge ad essi.
Insomma, perdonatemi, ma... Giapponesi carissimi: tornatevene un po' a coltivar del riso, grazie.
Per quanto riguarda la scenografia, qui invece dobbiamo tornare a parlar bene del film.
Ogni ambiente è a modo suo magico. Dalla parte più "civilizzata" del giappone, dove ci sono colori accesi ed un grandissimo interesse nel mostrare la cultura locale in forme più o meno esplicite (grrr), fino al mistico clima del misterioso occidente.
Le terme sono sempre un luogo magico, dalle prime con il meraviglioso affresco del vesuvio, fino alle terme private dell'imperatore che sfumano dal giallo al blu in maniera quasi impercettibile ed al contempo rilassante persino per lo spettatore. Vedere queste cose al cinema non ha prezzo e solamente per i magnifici climi dell'ambientazione merita di entrare a far parte dei film imperdibili di quest'anno.
Poi oh, andateci con un paio di bacchette per mangiare i pop-corn, altrimenti i nippominchia si offendono.
Voto: 8 svastiche e mezzo
Consigliato: assolutamente sì
CORREZIONE: A quanto pare Hiroshi Abe NON HA origini italiane.
La mia fonte verrà presa a testate per avermi fatto scrivere una cagata, ma se non mi avessero fatto notare il fatto che fosse una bufala, probabilmente ci avrei creduto fermamente. I lineamenti non sono giapponesi ed è il doppio di ogni altro attore presente sul cast. Molto spesso ci sono figure che non ricordano per niente dei giapponesi e -come già detto- il film fa entrare nella storia in maniera graduale ed efficace.
Non è la nazionalità di un attore a fare il film, ma Marco si beccherà una testata.


