Devo essere sincero, oggi volevo presentare al mondo l'ennesimo film coreano. La recensione sarebbe iniziata con qualcosa come "alla fine ci sono ricascato, ho guardato un film coreano alla ricerca di qualcosa brutto come moebius", invece per la prima volta dall'apertura del blog: mi ritrovo a recensire un bel film.
Non avrei dato un soldo a "Marriage is a crazy thing" per tantissimi motivi, primo tra tutti, la sua presentazione come l'ennesimo film romantico da due soldi. Mi sarei aspettato veramente tutto, meno che la poesia che mi è stata sbattuta prepotentemente di fronte agli occhi.
Questo film trascende il banale, smonta il clichè, annulla il prevedibile e tante altre belle parole da critico che vi lascio immaginare semplicemente perchè non ho voglia di scriverle.
In questo caso, vi consiglio vivamente di saltare la parte della trama o semplicemente di smettere di leggere prima di arrivare al finale. Non posso e non potrò mai contraddistinguere qualcosa come spoiler, semplicemente perchè altrimenti metà delle mie recensioni se ne andrebbero volgarmente a puttane.
Tenete sempre conto che il commento parte sempre al titolo "la versione di TK". Non che ci voglia un genio per capirlo.
[TRAMA]
Il film inizia ad un matrimonio. La cosa più banale che si possa vedere in un film che ci viene presentato unicamente ed ingannevolmente come un trattato sulla necessità delle nozze nella società asiatica e sulla loro importanza.
I primi dialoghi, un po' a causa di una pessima traduzione amatoriale (gli accenti, dio santo, GLI ACCENTI), un po' a causa della voluta sciattezza della situazione, appaiono noiosi e soprattutto banali.
La pellicola inizia la sua evoluzione nel vedere il personaggio rincipale di fronte ad un KFC: intento ad aspettare uno dei suoi tanti appuntamenti al buio (ed a flirtare con la cassiera).
di fianco a lui un altro uomo, anch'egli in evidente attesa. Non si fatica a capire che in realtà i due stanno aspettando la stessa persona: una bellissima donna non più nel fiore degli anni, uscita solo alla dipartita del primo dei due uomini -quello meno carino.
Il protagonista ci viene presentato come una persona spenta, un uomo abituato ad uscire con delle donne, insoddisfatto della solita routinné degli appuntamenti con sconosciute e desideroso di passare al sodo della serata. Dopo un appuntamento appena decente ed una formale scopata, è -come sarebbe ogni uomo abituato a certi tipi di esperienza- indeciso se richiamare o meno la donna. E' il suo telefono a squillare per primo.
I due continuano ad uscire più e più volte, fino ad arrivare al sodo solo dopo due settimane: la donna ha bisogno di sposarsi. ella non è più giovane e la società le impone di trovare un marito a quell'età. Sfortunatamente, l'uomo è totalmente contrario al matrimonio perchè sa perfettamente che non riuscirebbe a rimaner fedele alla sua promessa nuziale.
La donna si sposa con un altro, un uomo che non ama, ma soprattutto che non reputa attraente. Non è facile capire i sentimenti dei protagonisti da questo punto in poi. Essi risultano sempre più chiusi, in una climax che continua fino alla fine della proiezione, lasciando con il fiato sospeso riguardo ad ogni minimo passo in avanti o indietro del loro rapporto.
La storia prosegue due mesi -di silenzio- dopo. L'uomo non ha dimenticato la donna e lei invece lo ha chiamato per uscire di nuovo. Dopo un appuntamento formale, lei gli propone di prestargli dei soldi per comprare una casa che sarebbe stata finalmente sua -sì, l'uomo vive con i genitori, la cosa non è di rilevante importanza nè sottolineata eccessivamente nel corso del film. Particolare inutile semplicemente a causa del clima della zona asiatica dove è normale vivere con i genitori anche ad una certa età a causa della difficoltà nel trovare una casa. La prima cosa da sottolineare in questo film è che non appartiene alla nostra cultura e va quindi preso con occhi non italiani, ma soprattutto non europei prima di essere criticato o analizzato.
L'uomo dopo un periodo di riflessione accetta, ritrovandosi lentamente a convivere con la donna: spaccata in due tra una relazione con lui e quella col marito.
La relazione tra i due amanti lentamente si logora proprio a causa di quel terzo incomodo, impossibile da mollare, impossibile da allontanare, ma soprattutto impossibile da dimenticare per il protagonista.
Alla fine di una dura lotta con se stesso, lui lascerà la donna, ma nessuno dei due riuscirà comunque a dimenticare l'altro.
I primi dialoghi, un po' a causa di una pessima traduzione amatoriale (gli accenti, dio santo, GLI ACCENTI), un po' a causa della voluta sciattezza della situazione, appaiono noiosi e soprattutto banali.
La pellicola inizia la sua evoluzione nel vedere il personaggio rincipale di fronte ad un KFC: intento ad aspettare uno dei suoi tanti appuntamenti al buio (ed a flirtare con la cassiera).
di fianco a lui un altro uomo, anch'egli in evidente attesa. Non si fatica a capire che in realtà i due stanno aspettando la stessa persona: una bellissima donna non più nel fiore degli anni, uscita solo alla dipartita del primo dei due uomini -quello meno carino.
Il protagonista ci viene presentato come una persona spenta, un uomo abituato ad uscire con delle donne, insoddisfatto della solita routinné degli appuntamenti con sconosciute e desideroso di passare al sodo della serata. Dopo un appuntamento appena decente ed una formale scopata, è -come sarebbe ogni uomo abituato a certi tipi di esperienza- indeciso se richiamare o meno la donna. E' il suo telefono a squillare per primo.
I due continuano ad uscire più e più volte, fino ad arrivare al sodo solo dopo due settimane: la donna ha bisogno di sposarsi. ella non è più giovane e la società le impone di trovare un marito a quell'età. Sfortunatamente, l'uomo è totalmente contrario al matrimonio perchè sa perfettamente che non riuscirebbe a rimaner fedele alla sua promessa nuziale.
La donna si sposa con un altro, un uomo che non ama, ma soprattutto che non reputa attraente. Non è facile capire i sentimenti dei protagonisti da questo punto in poi. Essi risultano sempre più chiusi, in una climax che continua fino alla fine della proiezione, lasciando con il fiato sospeso riguardo ad ogni minimo passo in avanti o indietro del loro rapporto.
La storia prosegue due mesi -di silenzio- dopo. L'uomo non ha dimenticato la donna e lei invece lo ha chiamato per uscire di nuovo. Dopo un appuntamento formale, lei gli propone di prestargli dei soldi per comprare una casa che sarebbe stata finalmente sua -sì, l'uomo vive con i genitori, la cosa non è di rilevante importanza nè sottolineata eccessivamente nel corso del film. Particolare inutile semplicemente a causa del clima della zona asiatica dove è normale vivere con i genitori anche ad una certa età a causa della difficoltà nel trovare una casa. La prima cosa da sottolineare in questo film è che non appartiene alla nostra cultura e va quindi preso con occhi non italiani, ma soprattutto non europei prima di essere criticato o analizzato.
L'uomo dopo un periodo di riflessione accetta, ritrovandosi lentamente a convivere con la donna: spaccata in due tra una relazione con lui e quella col marito.
La relazione tra i due amanti lentamente si logora proprio a causa di quel terzo incomodo, impossibile da mollare, impossibile da allontanare, ma soprattutto impossibile da dimenticare per il protagonista.
Alla fine di una dura lotta con se stesso, lui lascerà la donna, ma nessuno dei due riuscirà comunque a dimenticare l'altro.
La versione di TK
Nell'esporre la trama, mi sono volutamente astenuto dall'esprimere commenti che non fossero essenziali per capire le scelte del film.
Ho deciso di esporre qui una vera e propria critica dettagliata per spiegare adeguatamente le scelte del regista, ma soprattutto dei personaggi.
Marriage is a crazy thing fa provare ogni sentimento della sfera emotiva. esso crea una fortissima empatia tra lo spettatore ed entrambi i personaggi, modulata a seconda della personalità di chi guarda, ma rendendo realmente impossibile non giudicare le loro azioni.
La prima parte del film fa provare l'indifferenza. Una indisposizione nei confronti di entrambe le figure che danzano sullo schermo: distaccate, impacciate, segnate entrambe da esperienze passate, non particolarmente avvincenti né particolari. Persone troppo normali per essere comprese o sostenute nelle loro scelte.
Lentamente si arriva all'eros, lo sviluppo iniziale della coppia è più che altro sessuale e sensuale. La passione sfrenata dei primi tempi di una relazione non ancora nata, persone che per compensare l'imbarazzo della nascita delle prime emozioni reciproche compensano scopando come dei fottuti conigli.
Arriva quindi la felicità, molto breve, sostituita improvvisamente dalla curiosità per gli sbiluppi della storia.
Arrivati alla comprensione, alla fatidica scena della "luna di miele" che i due hanno prima del matrimonio della donna con un altro uomo, ho provato un sentimento incredibilmente raro nel mondo del cinema. L'illusione.
un periodo di apparente felicità in cui si ha l'assoluta certezza che la storia finirà male. un buon flashback è il mezzo più comune per trasmettere questa emozione, ma in tanti anni da cinefilo posso anche rischiare ed affermare che questo sia il primo film in cui non vedo usare questo pessimo stratagemma per far sentire la certezza del fallimento.
Seguono, ovviamente, la rabbia nei confronti del protagonista. Si cerca il compromesso nel vedere che comunque la loro relazione da amanti può funzionare, ma non si arriva mai all'accettazione.
L'ultima fase dell'opera fa ripercorrere le fasi del superamento di un trauma. fa vivere una tragedia tramite i personaggi che diventano via via sempre più caratterizzati e singolari.
Non li giustifica, non li fa apparire né migliori né peggiori di quello che sono: entrambi bugiardi, entrambi incapaci di vivere senza l'altro, ma costretti a doverne accettare una separazione dettata... Semplicemente dal loro egoismo.
Questo film è sull'egoismo, non sull'amore.
L'incapacità dell'uomo di accettare una vita attaccato ad una sola donna fa di lui un uomo solo.
La necessità di convogliare a nozze della donna le fa sposare un uomo ricco (un dottore) per avere la certezza di un futuro che possa donarle tutto quello di cui ha bisogno.
Un paio di articoli fa mi sono lamentato del messaggio trasmesso dai film recenti.
Io credo che per una volta ci sia da imparare dai coreani e ricordarsi che anche una trama semplice, come l'impossibilità di creare un "noi" quando ci sono due "io", può creare quello che potrei definire un piccolo capolavoro.
Consigliato: non lo state già guardando?
Voto: 8+/10 massì, diamogli un + per i finti orgasmi della protagonista, mi hanno fatto pensare a qualche mia ex.
PS: un grandissimo e caloroso VAFFANCULO alla direzione di cineblog01 (semplicemente cineblog in realtà) per quanto facciano un lavoro eccellente nel caricare lo streaming dei film e rendano le mie recensioni decisamente meno complesse, con i sottotitoli sono completamente negati e non ho trovato modo migliore di ringraziarli per avermi fatto dannare per inserire mentalmente ogni singolo accento. Fate più errori di battitura di me, maledetti! (con affetto, il vostro è un blog più serio del mio)
Ho deciso di esporre qui una vera e propria critica dettagliata per spiegare adeguatamente le scelte del regista, ma soprattutto dei personaggi.
Marriage is a crazy thing fa provare ogni sentimento della sfera emotiva. esso crea una fortissima empatia tra lo spettatore ed entrambi i personaggi, modulata a seconda della personalità di chi guarda, ma rendendo realmente impossibile non giudicare le loro azioni.
La prima parte del film fa provare l'indifferenza. Una indisposizione nei confronti di entrambe le figure che danzano sullo schermo: distaccate, impacciate, segnate entrambe da esperienze passate, non particolarmente avvincenti né particolari. Persone troppo normali per essere comprese o sostenute nelle loro scelte.
Lentamente si arriva all'eros, lo sviluppo iniziale della coppia è più che altro sessuale e sensuale. La passione sfrenata dei primi tempi di una relazione non ancora nata, persone che per compensare l'imbarazzo della nascita delle prime emozioni reciproche compensano scopando come dei fottuti conigli.
Arriva quindi la felicità, molto breve, sostituita improvvisamente dalla curiosità per gli sbiluppi della storia.
Arrivati alla comprensione, alla fatidica scena della "luna di miele" che i due hanno prima del matrimonio della donna con un altro uomo, ho provato un sentimento incredibilmente raro nel mondo del cinema. L'illusione.
un periodo di apparente felicità in cui si ha l'assoluta certezza che la storia finirà male. un buon flashback è il mezzo più comune per trasmettere questa emozione, ma in tanti anni da cinefilo posso anche rischiare ed affermare che questo sia il primo film in cui non vedo usare questo pessimo stratagemma per far sentire la certezza del fallimento.
Seguono, ovviamente, la rabbia nei confronti del protagonista. Si cerca il compromesso nel vedere che comunque la loro relazione da amanti può funzionare, ma non si arriva mai all'accettazione.
L'ultima fase dell'opera fa ripercorrere le fasi del superamento di un trauma. fa vivere una tragedia tramite i personaggi che diventano via via sempre più caratterizzati e singolari.
Non li giustifica, non li fa apparire né migliori né peggiori di quello che sono: entrambi bugiardi, entrambi incapaci di vivere senza l'altro, ma costretti a doverne accettare una separazione dettata... Semplicemente dal loro egoismo.
Questo film è sull'egoismo, non sull'amore.
L'incapacità dell'uomo di accettare una vita attaccato ad una sola donna fa di lui un uomo solo.
La necessità di convogliare a nozze della donna le fa sposare un uomo ricco (un dottore) per avere la certezza di un futuro che possa donarle tutto quello di cui ha bisogno.
Un paio di articoli fa mi sono lamentato del messaggio trasmesso dai film recenti.
Io credo che per una volta ci sia da imparare dai coreani e ricordarsi che anche una trama semplice, come l'impossibilità di creare un "noi" quando ci sono due "io", può creare quello che potrei definire un piccolo capolavoro.
Consigliato: non lo state già guardando?
Voto: 8+/10 massì, diamogli un + per i finti orgasmi della protagonista, mi hanno fatto pensare a qualche mia ex.
PS: un grandissimo e caloroso VAFFANCULO alla direzione di cineblog01 (semplicemente cineblog in realtà) per quanto facciano un lavoro eccellente nel caricare lo streaming dei film e rendano le mie recensioni decisamente meno complesse, con i sottotitoli sono completamente negati e non ho trovato modo migliore di ringraziarli per avermi fatto dannare per inserire mentalmente ogni singolo accento. Fate più errori di battitura di me, maledetti! (con affetto, il vostro è un blog più serio del mio)


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