Sia chiaro che d'ora in avanti mi riferirò a "Nymphomaniac parte seconda" come sequel.
Il termine più corretto, cinematograficamente parlando, sarebbe "completamento".
Il problema che si pone di fronte a questo film è che esso segue tutte le meccaniche dei sequel hollywoodiani, pur non essendo nè l'una nè l'altra cosa.
Prima di tutto: i personaggi.
I personaggi di questo sequel sono totalmente differenti dalla prima parte del film. Per quanto riguarda la donna, la stessa trama premette un suo mutamento formativo, un elemento in grado di cambiarla, lasciato in sospeso con la mancanza di godimento scoperta nel fare sesso con l'uomo dei suoi sogni, ma la mia ira nei confronti di questo film non parte da questo, bensì da altri tipi di cambiamento che si possono notare arrivando alla fine della pellicola. Secondo personaggio che "gode" di un cambiamento improvviso e sgradevole, è l'uomo. La voce interiore rappresentata dal vecchio panzone che accompagna la storia della donna con digressioni, in questo secondo volume appare sgradevole e priva di significato (dopo la prima mezz'ora, prima ha ancora un significato gradevolmente teologico.
Un altro elemento che associa il volume secondo ai sequel è lo stravolgimento della storia ed una mancanza di rispetto nei confronti di ciò che si è fatto prima. Possiamo vedere azioni inspiegabili associati a retorica fine a sè stessa, esattamente il contrario del primo volume.
Partendo da questi due pilastri, passerò alla trama, anche se di essa narrerò solamente i punti chiave. Non mi interessa perderci troppo tempo sia perchè sono profondamente deluso dallo svolgimento di questo prodotto cinematografico, sia perchè Von trier (probabilmente per allungare il brodo) ha deciso di seguire una logica circolare nel mostrare la prima e la seconda fase della vita della donna, quindi si potrebbe benmissimo prendere la prima trama e spataccarla qui con un bel copia-incolla senza che nessuno possa aver qualcosa di cui lamentarsi.
Ah, nel caso in cui non crediate alle mie parole:
-Parte con la ricerca di esperienze nuove
-Continua con una separazione
-Sorgono dei problemi a causa della ninfomania della donna
-La donna cerca di far di tutto per combatterla con una reazione violenta e che alimenta solamente i suoi sfoghi sessuali
-Finisce con un pisello
E questo vale sia per il primo che per il secondo film. Mi aspettavo qualcosa che richiamasse di più la sequenza di fibonacci, come promesso dal regista, ma oltre ad UN SOLO riferimento non vediamo molto a riguardo. Peccato, il materiale c'era.
Concludo questa lunga premessa con un solo fatto: tutti i film di "Von" Trier non vengono mai capiti da chi prova a farne una critica a caldo, probabilmente tra un paio di settimane questo sarà il miglior film della storia secondo il mio metro di giudizio. Il problema è che il mio genere di critica va fatta appena chiusa la finestra dello streaming, quindi aspettatevi una narrazione impulsiva, esattamente come quella del regista (che si merita di esser ripagato con la sua sporca moneta per questa deludente merda di film)
LA TRAMA
Il racconto della seconda parte di Nymphomaniac riparte esattamente dal finale del primo. La donna è delusa dalla sua vita sessuale, non riesce a provare un orgasmo e la colpa sembra non essere deel marito.
Rimane incinta, ma di questo bambino non se ne parlerà quasi mai, se non qualche piccolo accenno, quindi anche questo fatto... Beh è abbastanza inutile.
Dopo un paio d'anni di matrimonio, il marito, ovvero l'uomo che ha sempre amato, chiamato semplicemente J., le confessa che si sente mancante riguardo al non poterle dare un orgasmo.
Le permette quindi di andare a caccia di altri uomini. Qui parte un film esattamente uguale al precedente. La donna mostra una tecnica di attrazione di massa, ci prova con qualche sprovveduto,m viene presa a pisellate in faccia, ma nulla cambia nella sua vita. Decide quindi di esplorare nuove frontiere e dedicarsi al cazzo negro.
Oh non iniziate a darmi del razzista per questa definizione, sono le ESATTE parole del film.
Di questo però ne parlerò meglio nell'analisi del film.
La donna decide quindi di cercare un rapporto in cui la comunicazione è impossibile, chiama un interprete per prendere appuntamento con un uomo di colore appena arrivato dall'africa, questo si presenta co fratello e qui si spiegano la maggior parte delle immagini che troverete riguardo al film.
Lei decide però di abbandonare il marito, con tanto di pargolo, il motivo di questo non mi è proprio chiaro, ma andiamo avanti.
Il sequel continua mostrando la ricerca di altre emozioni, passando quindi al BDSM con un metodico sconosciuto, misterioso e che serve solo da pretesto per averle insegnato a fare i nodi come una brava coccinella.
A questo punto parte un breve escursus dove parla del suo ambiente lavorativo e della sua obbligata repressione dell'attività sessuale, dettata per metà dal suo capo che vede in lei la causa di alcune ostilità in ufficio, in secondo luogo da un dolore alla vulva, conseguenza della troppa attività sessuale.
Se qualche donna dovesse leggere questo articolo, potrebbe cortesemente dirmi qualcosa a riguardo? E' possibile una cosa del genere? Vabbè, andiamo avanti.
Il film continua a muoversi in maniera oscillante, tra una sua rivendicazione di potere della patata, fino ad arrivare ad una sua volontà di scopata che le fa rinnegare il suo precedente impiego per darsi alla nobile arte dello strozzinaggio indipendente, aiutata dalla sua abilità nel bondage e nello spompinare pedofili. Arriviamo qui alla chiave del film, un capitolo che intitolerei
Rimane incinta, ma di questo bambino non se ne parlerà quasi mai, se non qualche piccolo accenno, quindi anche questo fatto... Beh è abbastanza inutile.
Dopo un paio d'anni di matrimonio, il marito, ovvero l'uomo che ha sempre amato, chiamato semplicemente J., le confessa che si sente mancante riguardo al non poterle dare un orgasmo.
Le permette quindi di andare a caccia di altri uomini. Qui parte un film esattamente uguale al precedente. La donna mostra una tecnica di attrazione di massa, ci prova con qualche sprovveduto,m viene presa a pisellate in faccia, ma nulla cambia nella sua vita. Decide quindi di esplorare nuove frontiere e dedicarsi al cazzo negro.
Oh non iniziate a darmi del razzista per questa definizione, sono le ESATTE parole del film.
Di questo però ne parlerò meglio nell'analisi del film.
La donna decide quindi di cercare un rapporto in cui la comunicazione è impossibile, chiama un interprete per prendere appuntamento con un uomo di colore appena arrivato dall'africa, questo si presenta co fratello e qui si spiegano la maggior parte delle immagini che troverete riguardo al film.
Lei decide però di abbandonare il marito, con tanto di pargolo, il motivo di questo non mi è proprio chiaro, ma andiamo avanti.
Il sequel continua mostrando la ricerca di altre emozioni, passando quindi al BDSM con un metodico sconosciuto, misterioso e che serve solo da pretesto per averle insegnato a fare i nodi come una brava coccinella.
A questo punto parte un breve escursus dove parla del suo ambiente lavorativo e della sua obbligata repressione dell'attività sessuale, dettata per metà dal suo capo che vede in lei la causa di alcune ostilità in ufficio, in secondo luogo da un dolore alla vulva, conseguenza della troppa attività sessuale.
Se qualche donna dovesse leggere questo articolo, potrebbe cortesemente dirmi qualcosa a riguardo? E' possibile una cosa del genere? Vabbè, andiamo avanti.
Il film continua a muoversi in maniera oscillante, tra una sua rivendicazione di potere della patata, fino ad arrivare ad una sua volontà di scopata che le fa rinnegare il suo precedente impiego per darsi alla nobile arte dello strozzinaggio indipendente, aiutata dalla sua abilità nel bondage e nello spompinare pedofili. Arriviamo qui alla chiave del film, un capitolo che intitolerei
Ma come cazzo c'è finita quella battona nel vicolo?
La risposta a questo quesito è molto semplice quanto lunga e noiosa.
La donna dopo anni di strozzinaggio viene invitata a trovare un erede, non potendo usare il figlio il suo mentore le propone una ragazzina da un orecchio deforme.
Particolare che serve unicamente a giustificare il fatto che sia isolata, ma su cui martellano terribilmente le palle tutti i personaggi... Comunque, la ragazza alla fie si scopa l'ex marito, la donna presa da un attacco d'ira li segue in un vicolo e tenta di uccidere l'ex fiamma, dimentricandosi di scarrellare prima di premere il grilletto, il che la porta ad essere giustamente pestata da entrambi e lasciata a terra. Il vecchio a questo punto arriva, la raccoglie e le fa raccontare la storia.
Se il film fosse finito così, probabilmente si sarebbe guadagnato un onesto e tiratissimo 6, peccato che Von Trier abbia voluto esagerare.
Il vecchio infatti, dopo aver ascoltato la storia della donna tenta di inchiappettarsela nel sonno, lei si sveglia e gli spara in faccia. Fine.
La donna dopo anni di strozzinaggio viene invitata a trovare un erede, non potendo usare il figlio il suo mentore le propone una ragazzina da un orecchio deforme.
Particolare che serve unicamente a giustificare il fatto che sia isolata, ma su cui martellano terribilmente le palle tutti i personaggi... Comunque, la ragazza alla fie si scopa l'ex marito, la donna presa da un attacco d'ira li segue in un vicolo e tenta di uccidere l'ex fiamma, dimentricandosi di scarrellare prima di premere il grilletto, il che la porta ad essere giustamente pestata da entrambi e lasciata a terra. Il vecchio a questo punto arriva, la raccoglie e le fa raccontare la storia.
Se il film fosse finito così, probabilmente si sarebbe guadagnato un onesto e tiratissimo 6, peccato che Von Trier abbia voluto esagerare.
Il vecchio infatti, dopo aver ascoltato la storia della donna tenta di inchiappettarsela nel sonno, lei si sveglia e gli spara in faccia. Fine.
LA VERSIONE DI TK
[spoiler] tralasciando che dopo tutta sta cagnara io almeno la figa l'avrei data a quel poveruomo che ha fatto da psicologo alla protagonista per tutto il tempo, sparargli in faccia mi sembra un po' esagerato [\spoiler]
Allora... Partiamo dal principio... Perchè questo film non si sarebbe dovuto girare?
Il tutto sio poteva tranquillamente concludere in una buona mezz'oretta. La prima del sequel.
La maggior parte del montaggio è composto da momenti completamente casuali, decisamente più disordinari e disorganizzati rispetto al primo film.
L'unica cosa che mi è veramente piaciuta di questa pellicola è l'ottima presentazione degli ultimi oggetti presenti nella stanza, forzata nel capitolo finale, ma in un obbligo tipico del regista, amante del particolare innotabile e dell'inaspettato in generale.
Ogni oggetto ha una corrispondenza cronologica con il racconto, in questo si vede molto Freud con il suo racconto libero. Le libere associazioni, per capirci.
Dal punto di vista metaforico, Nymphomaniac rimane in entrambi i suoi volumi un caposaldo di un simbolismo moderno che lentamente sta lasciando posto ad un cinema più commerciale e tamarro.
Grande problema è la stessa definizione che ho dato all'inizio del mio articolo: un sequel. Un sequel in tutto e per tutto. Non aggiunge niente alla storia, se non mostrare un piccolo cambiamento dei personaggi, una morale che nulla c'entra con il resto del grande lavoro dell'europeo, ma soprattutto una grandissima svalutazione del fattore Hype presente nel primo volume.
Questo film non solo non è stato pubblicizzato prima, ma nemmeno durante lo svolgimento della storia. Non viene voglia di vedere come va a finire come succedeva nel primo film, ma piuttosto qui si tenta di tenere lo spettatore attaccato allo schermo. In maniera piuttosto riuscita, ma con un obiettivo decisamente sbagliato... Io mi sarei aspettato più di sbavare per la visione di una conclusione con i controcazzi ed invece, proprio come la protagonista del racconto, nemmeno io sono riuscito a provare l'orgasmo.
Sono stato interrotto sul più bello, vedendo mancare lentamente tutte le convinzioni che avevo sviluppato intorno ai personaggi, il che li rende sì meno piatti, ma al tempo stesso troppo contraddittori per risultare credibili. Non iniziamo a tirar fuori storie come "ah, ma è una cosa voluta", o ancora "non aggredire così quel genio di Von Trier, l'importante è vedere l'evoluzione e l'introspezione!", sono entrambi commenti giusti e ne sono perfettamente consapevole, ma è proprio questo il problema. All'inizio del film si è posti davanti a due umani. Un uomo ed una donna, entrambi con i loro bisogni, entrambi con i loro pensieri, entrambi con paure ed emozioni. Emozioni che -come ho detto nel primo volume- vanno via via aumentando fino al raggiungimento di una coscienza propria di ognuno dei singoli individui. Questo procedimento qui avviene concludendosi con le considerazioni sbagliate.
L'azione finale del vecchio non ha alcun senso, non ha senso nessuna di quelle della donna da metà film in poi, ma soprattutto non hanno senso le azioni dei personaggi secondari che, da incredibile contorno, sono diventati solo delle pedine nelle mani di sceneggiatori cretini.
Il motivo per cui critico così fortemente una buona fonte di intrattenimento come può essere l'intero lavoro di Nymphomaniac è che mi trovo incredibilmente simile al regista più che ai protagonisti. Nel suo lavoro lui mostra tantissimi aspetti in comune con il mio carattere e veder così tante imperfezioni, nel mio narcisismo mi impedisce non solo di essere oggettivo, ma anche di impedirmi di godermi razionalmente una sua storia. Mi porta ad analizzarne ogni singolo dettagli arrivando a sputare nel piatto dove ho appena mangiato.
Come ho già detto, Lars è un regista da capire, più si parla di un suo lavoro, più i toni si alleggeriscono, più l'opera inizia a piacere e nello scrive qualcosa a riguardo i miei nervi si stanno già calmando.
Peccato che sia oggettivamente ed inconfutabilmente un sequel. Viziato e vivente sulle spalle dell'originale.
Qualche nota positiva.
Il film è meno scandalistico del primo, quindi anche i perbenisti hanno poco di cui lamentarsi a riguardo. C'è qualche figa pelosa ed un linguaggio che è stato ricalcato dalla mia recensione. Come ho già detto, ci sono termini razzisti spiegati ed analizzati, con qualche riflessione sulle accuse di nazismo rivolte recentemente al regista, è uno di quei film da leggere con la biografia del suo creatore tra le mani.
E' inoltre notabile il contrasto con la bellezza della giovinezza e la bruttezza della vecchiaia, impossibile da non notare durante tutto il secondo volume.
Inoltre credo di poter collegare il finale a quello de "la coscienza di zeno"... Ma non mi soffermerò troppo a riguardo.
VOLUME 2:
Consigliato: Massì, dai.
Voto: 6- e ringraziare
COMPLESSIVAMENTE
Consigliato: Tette
Voto: 9
Che in aggiunta al 6 di prima... Beh credo abbiate capito di che parlo.
Allora... Partiamo dal principio... Perchè questo film non si sarebbe dovuto girare?
Il tutto sio poteva tranquillamente concludere in una buona mezz'oretta. La prima del sequel.
La maggior parte del montaggio è composto da momenti completamente casuali, decisamente più disordinari e disorganizzati rispetto al primo film.
L'unica cosa che mi è veramente piaciuta di questa pellicola è l'ottima presentazione degli ultimi oggetti presenti nella stanza, forzata nel capitolo finale, ma in un obbligo tipico del regista, amante del particolare innotabile e dell'inaspettato in generale.
Ogni oggetto ha una corrispondenza cronologica con il racconto, in questo si vede molto Freud con il suo racconto libero. Le libere associazioni, per capirci.
Dal punto di vista metaforico, Nymphomaniac rimane in entrambi i suoi volumi un caposaldo di un simbolismo moderno che lentamente sta lasciando posto ad un cinema più commerciale e tamarro.
Grande problema è la stessa definizione che ho dato all'inizio del mio articolo: un sequel. Un sequel in tutto e per tutto. Non aggiunge niente alla storia, se non mostrare un piccolo cambiamento dei personaggi, una morale che nulla c'entra con il resto del grande lavoro dell'europeo, ma soprattutto una grandissima svalutazione del fattore Hype presente nel primo volume.
Questo film non solo non è stato pubblicizzato prima, ma nemmeno durante lo svolgimento della storia. Non viene voglia di vedere come va a finire come succedeva nel primo film, ma piuttosto qui si tenta di tenere lo spettatore attaccato allo schermo. In maniera piuttosto riuscita, ma con un obiettivo decisamente sbagliato... Io mi sarei aspettato più di sbavare per la visione di una conclusione con i controcazzi ed invece, proprio come la protagonista del racconto, nemmeno io sono riuscito a provare l'orgasmo.
Sono stato interrotto sul più bello, vedendo mancare lentamente tutte le convinzioni che avevo sviluppato intorno ai personaggi, il che li rende sì meno piatti, ma al tempo stesso troppo contraddittori per risultare credibili. Non iniziamo a tirar fuori storie come "ah, ma è una cosa voluta", o ancora "non aggredire così quel genio di Von Trier, l'importante è vedere l'evoluzione e l'introspezione!", sono entrambi commenti giusti e ne sono perfettamente consapevole, ma è proprio questo il problema. All'inizio del film si è posti davanti a due umani. Un uomo ed una donna, entrambi con i loro bisogni, entrambi con i loro pensieri, entrambi con paure ed emozioni. Emozioni che -come ho detto nel primo volume- vanno via via aumentando fino al raggiungimento di una coscienza propria di ognuno dei singoli individui. Questo procedimento qui avviene concludendosi con le considerazioni sbagliate.
L'azione finale del vecchio non ha alcun senso, non ha senso nessuna di quelle della donna da metà film in poi, ma soprattutto non hanno senso le azioni dei personaggi secondari che, da incredibile contorno, sono diventati solo delle pedine nelle mani di sceneggiatori cretini.
Il motivo per cui critico così fortemente una buona fonte di intrattenimento come può essere l'intero lavoro di Nymphomaniac è che mi trovo incredibilmente simile al regista più che ai protagonisti. Nel suo lavoro lui mostra tantissimi aspetti in comune con il mio carattere e veder così tante imperfezioni, nel mio narcisismo mi impedisce non solo di essere oggettivo, ma anche di impedirmi di godermi razionalmente una sua storia. Mi porta ad analizzarne ogni singolo dettagli arrivando a sputare nel piatto dove ho appena mangiato.
Come ho già detto, Lars è un regista da capire, più si parla di un suo lavoro, più i toni si alleggeriscono, più l'opera inizia a piacere e nello scrive qualcosa a riguardo i miei nervi si stanno già calmando.
Peccato che sia oggettivamente ed inconfutabilmente un sequel. Viziato e vivente sulle spalle dell'originale.
Qualche nota positiva.
Il film è meno scandalistico del primo, quindi anche i perbenisti hanno poco di cui lamentarsi a riguardo. C'è qualche figa pelosa ed un linguaggio che è stato ricalcato dalla mia recensione. Come ho già detto, ci sono termini razzisti spiegati ed analizzati, con qualche riflessione sulle accuse di nazismo rivolte recentemente al regista, è uno di quei film da leggere con la biografia del suo creatore tra le mani.
E' inoltre notabile il contrasto con la bellezza della giovinezza e la bruttezza della vecchiaia, impossibile da non notare durante tutto il secondo volume.
Inoltre credo di poter collegare il finale a quello de "la coscienza di zeno"... Ma non mi soffermerò troppo a riguardo.
VOLUME 2:
Consigliato: Massì, dai.
Voto: 6- e ringraziare
COMPLESSIVAMENTE
Consigliato: Tette
Voto: 9
Che in aggiunta al 6 di prima... Beh credo abbiate capito di che parlo.


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