domenica

Storia di una ladra di Libri: Oh no, ancora Hitler!


Come promesso su facebook: questa recensione sarà molto differente dalle altre, in quanto partirà dalla locandina del film e sviscererà il tutto partendo dall'azione pubblicitaria del trailer, arrivando infine al film.


in particolare, questa volta vorrei far notare quanto porcocazzo siano uguali la ragazzina della Locandina  ed il "bersaglio pericoloso" (altrimenti chiamato "perchè hai sparato alla bambina?") di Man in Black.


Più la guardo, più mi chiedo come cazzo sia possibile che nessuno se ne sia accorto nell'accettarla come locandina ufficiale per descrivere quella sembra essere l'ennesima storia della brava bambina che va contro le terribili e cattive forze del malvagio mefistofele Adolfo.
La scelta è contestabile alla luce della descrizione della bambina di MIB "una bambina troppo piccola per capire qualcosa di un così grande tomo di fisica, deve sicuramente tramare qualcosa".
Sguardo fintamente innocente tra una massa di mostri, sinceramente se dovessi basare la mia idea del film unicamente dalla locandina, ora avrei paura.
Devo essere sincero, pareri politici a parte, queste storie su come il nazismo sia una cosa brutta e cattiva mi hanno un po' stancato.
Fortunatamente, questa volta non mi sono fatto cogliere impreparato ed ho chiesto in giro pareri sul libro.


non avendolo letto -e non avendo il tempo di leggerlo in questo preciso istante- Risulta essere qualcosa di ben scritto (grazie all'ugello) e di decisamente accattivante.Un ottima base per un film che molto probabilmente deluderà le mie aspettative.
dico questo solamente dopo la visione del trailer proiettato fino a qualche giorno fa nei peggiori canali telvisivi (in cui sono capitato in un momento di estrema noia.



Come potete vedere, il trailer non parte male, ma punta sul sentimentalismo, sul fatto che la gente debba guardare questo film per la storia d'amicizia tra la bambina tedesca e l'ebreo più che per la storia. Citano la forzatissima (o almeno così pare) scena in cui la bambina viene nominata "ladra di libri" per citare il titolo del film (cosa che sinceramente odio), ma non sapendo se quella scena ci sia o meno all'interno del libro non mi fermerò a commentarla. in ogni caso, sembra il solito filmaccio che punta sulle buone intenzioni e sui sentimentalismi. Facili discorsi sulla guerra introdotti dalla questione dell'olocausto.
Non c'è niente di meglio per parlare di quanto faccia schifo la guerra se non citare gli ebrei: dico bene Spielberg?!

Altra cosa che detesto sono i commenti delle riviste al film. E' una finta creazione di aspettative che va a creare speranza nel pubblico. In ogni caso, dato che la cosa va di moda non da nemmeno troppo fastidio.
Per il resto, credo che guarderò questo cliché della saggia bambina e continuerò la recensione




IL FILMRECENSIONE
"un piccolo dato di fatto, voi morirete"

Già dalla prima frase del film si può capire quanto questo prometta bene, ma non solo, migliora.
Ho deciso di sviluppare questo piccolo esperimento, proprio perché volevo vedere con i miei stessi occhi quanto la pubblicità di un prodotto possa essere ingannevole.
In questo caso, se la prima fa schifo, il film è veramente grande.

Ho inoltre deciso di smetterla di descrivere approfonditamente le trame, dato che gli spoiler fanno schifo anche a me, quindi da questo momento in poi, le recensioni saranno decisamente più fluide e prive di spoiler... A meno che il film non meriti di esser preso per il culo pesantemente, in quel caso preparatevi al peggio -come al solito-



TRAMA

Fin dai primi secondi di film risaltano scelte singolari per narrare la trama.
in primo luogo troviamo una scena narrata dal tristo mietitore in persona: la morte, che ha deciso di descrivere il suo contatto con un'anima giustamente presentata come unica.

Trovo che uno scrittore dia il meglio di sé nel descrivere la vita di un suo collega. In questo film al centro dell'azione si ha una bambina ed il suo rapporto con la scrittura partendo dalla morte del fratello più piccolo su un treno in viaggio per una famiglia adottiva.
I suoi genitori sono stati "presi" dal regime (leggasi uccisi) per motivazioni probabilmente politiche (infatti la bambina è apparentemente ariana).
I suoi nuovi tutori sembrano essere una famiglia di merda. Il tipico cliché della matrigna cattiva si fa sentire nei primi secondi di film, ma la figura del padre viene immediatamente presentata come una troppo buona per mostrare acidità.
La fanciulla viene portata in casa, sistemata e preparata per la scuola del giorno dopo. E' allora che si fa la conoscenza con un piccolo ariano che da lì allora svilupperà un profondo rapporto di amicizia con la ragazzina.

I ragazzini vengono sommariamente presentati e la storia procede come se volesse descrivere solo la erribile esperienza della ragazzina con il mondo tedesco. Questo fino all'incontro con un giovane e... no bello no, ma il film lo vuole presentare così... ebreo che viene salvato dai tedeschi dalla famiglia adottiva della ragazzina.

Lui e la ragazza inizieranno a loro volta una relazione d'amicizia che durerà quasi tutto il film, regalando qualche sorriso e momenti veramente toccanti.

spoiler da qui in poi (fino all'analisi)

L'ebreo rimarrà a vivere nella cantina della ragazza, che nel frattempo sta imparando a leggere. il rapporto si fortifica, fino all'ammalarsi dell'uomo. La ragazza inizia a leggergli storie, cerca di farlo sentire meglio... Fino a vederlo guarire. In questo periodo, sviluppa un ottimo rapporto anche col piccolo ariano.
Dopo la guarigione dell'ebreo, questo è obbligato ad andarsene per non mettere in pericolo la famiglia, contemporaneamente sono obbligati all'uscita di scena anche il padre (chiamato per la guerra) ed il piccolo ariano (scelto per un programma di eugenetica per creare il soldato perfetto... Cap'n America, sei tu?!).
Il gioane alla fine non andrà con i tedeschi, la trama non specifica esattamente come mai, probabilmente perchè non ne ha il tempo dato che nel finale un bombardamento colpirà la zona. La scena del bombardamento è incredibilmente toccata e ben studiata, particolarmente commovente senza essere per niente zuccherosa. Gli ultimi minuti di film risultano essere incredibilmente toccanti e veramente interessanti dopo il lungo procedere della storia.







La versione di TK

Premetto subito che questo film non è un capolavoro. Non lo è affatto.
Ha un sacco di errori, scene evitabili e che sinceramente non credo nemmeno che sarebbero dovute uscire dalla penna degli sceneggiatori quando sono stati incaricati di scrivere le battute di questo film. Molte scene sono veramente forzate e soprattutto potevano essere eliminate senza problemi senza cambiare di una virgola la trama. Come ho detto però: gli scrittori sono i migliori a narrare la vita di colleghi e la bambina doveva diventare per forza una scrittrice attraverso il racconto di storie orali prima di passare alla scrittura. sinceramente avrei volentieri mandato avanti se avessi saputo che esse no avrebbero avuto alcuna conseguenza pratica sulla trama.

PERO'

Se da una parte alcuni dialoghi sono veramente scritti con una biro nel culo, dall'altra abbiamo la magnifica storia che il film ci pone di fronte. Seppur con particolari di troppo, la parte iniziale in particolare ci porta di fronte a dei personaggi più importanti dell'ambiente stesso.

Un uomo buono, respinto dalla società. Una donna definita "coperta di fulmini" a causa di un animo gentile coperto da una necessaria e marcata stronzata che va ad alleviarsi con il procedere della trama. Un ragazzino che prova il suo primo amore per una protagonista incredibilmente umana.
La storia lascia completamente senza fiato ed in essa salta immediatamente all'occhio un incredibile uso della deissi. Le parole scritte sono in inglese, il discorso iniziale del borgomastro al rogo dei libri al compleanno di Hitler recita parole appartenenti più al fascismo che al nazismo (come plutocrazia).
Il tutto credo che sia voluto per portare il film sul grande schermo in un'azione pubblicitaria e popolarista gradevolmente senza contrasti con l'ideale politico personale. Non è il solito film contro il regime nazista. Non lo è, ma lo sembra.
alcune scene, come ho detto, sono fuori posto. Il gruidare "odio Hitler" al lago trovo che sia oltre che fuori luogo invasivo per i testicoli. Il problema è che la gente comunque vuole sempre vedere quello che vuole. se io adesso scrivessi in grassetto

Hitler è stato una gran brava persona

Probabilmente la gente mi attaccherebe ancor prima di leger l'articolo o, ancor peggio si toglierebbe dal mio blog ed inizierebbe a darmi del nazista.

a causa della stupidità dell'uomo medio, il film è stato costretto ad inserire alcune scene solamente per entrare nei televisori della tv pubblica, perchè posso dire con certezza che chiunque ci sia stato dietro non è nè di destra nè di sinistra e se lo fosse, sicuramente l'ha coperto benissimo.
Il nazista è dipinto da una parte brutale ed una parte umana. Non dipinge tutti i soldati che animali, anzi spesso li giustifica e li mostra come gli uomini che sono stati. esattamente come mostra gli ebrei buoni, ovviamente.
Per quanto solitamente io detesti il buonismo, devo ammettere che il questo film è stato usato come un'efficiente maschera utile allo scopo originario.

Cos'altro si può dire su questo film? Non è accurato storicamente, ma mostra il periodo nel suo lato umano. Non è particolarmente innovativo, ma allo stesso tempo usa tecniche decisamente singolari nella descrizione (sfortunatamente usate poco ed un po' male a mio parere). Non crea grandi atmosfere, ma non è stato ideato per crearne. Si vede un'ispirazione da grandi classici del cinema, ma usata in maniera rudimentale e non sfruttata adeguatamente.
Per la prima volta mi trovo a dover dire che questo film è troppo lungo. Se non avessero tenuto un sacco (ma davvero un SACCO) di scene completamente inutili, probabilmente sarebbe il risultato di tantissimi anni di cinema ed un grandioso ritorno agli anni 90.

Sfortunatamente non ha voluto osare come la sua protagonista ed anche questo sarà ricordato -forse- con un lieve sorriso

Voto: 7/10
Consigliato: Massì dai.

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