Siamo di fronte ad un film in grado di tracciare con un segno chiaro e preciso tutta la storia della decadenza dei samurai. La violenta modernizzazione del giappone, che lo ha poi portato ai giorni nostri.
Cercherò di scrivere questa recensione nella maniera più semplice e chiara possibile, dato che non tutti hanno ben presente di che cosa si stia parlando.
Il film prende il nome dall'Harakiri, un rito tipico della cultura samurai che prevedeva il suicidio tramite l'apertura dello stomaco. Questo suicidio rituale doveva essere poi concluso da un secondo, incaricato di tagliare la testa al samurai che avesse SCELTO la morte.
L'harakiri col tempo cambiò completamente, diventando una vera e propria esecuzione che dovesse simulare l'aggressione da parte del "secondo" ovvero colui che in ogni caso avrebbe dovuto tagliare la testa al malcapitato. L'harakiri è sempre stato una scelta, una sorta di via di fuga dal disonore del samurai, infatt, esso doveva esser praticato con l'uso delle spade del suicida.
E' stato usato come simbolo della cultura samurai, un tentativo di mostrare il loro onore e la capacità di andare incontro alla morte perchè mancanti in qualcosa o non degni di portare avanti la loro vita.
Qui si parla del suicidio dei ronin. Un ronin è la definizione di un samurai che ha perso il suo padrone e che -quindi- combatte senza una causa onorevole, o più semplicemente "lascia" l'attività del samurai, finendo solitamente col cadere in disgrazia. I ronin col tempo sono stati sempre più associati ai mercenari. Bene, sappiate che le due cose non c'entrano un cazzo tra loro. Un ronin poteva essere un mercenario, ma un mercenario non era per forza un ronin.
Chiariti questi due punti fondamentali, bisogna sapere altr due cose prima di leggere la mia recensione o di avvicinarsi a questo film:
La prima è che io non so nulla del regista, ho letto qualcosa, ma non me la sento di fare dei partagoni con "l'ultimo samurai" (quello degli anni 60) o con altre sue opere, perchè è il secondo film giapponese che io abbia mai visto nei miei soli 20 anni di vita e -spero- anche l'ultimo.
Nel caso in cui ve lo stiate chiedendo, l'altro film è stato Battle Royalle.
E nel caso in cui qualche appassionato della saga (Del manga) voglia una recensione a riguardo, scordatevela, ci sono solo due frasi da dire a riguardo:
-Fa schifo
-Il regista non sa disegnare
Detto questo, la seconda cosa da sapere, questa volta prima di avvicinarsi al film, è che qui parlano E BASTA.
L'ultima mezz'ora (su due ore e venti di film) c'è gente che si da qualche spadata, ma non è nulla di eccelso. Nel caso in cui vogliate guardarvi un bel po' di sangue che vola a casaccio con un giapponese come protagonista, cercatevi Riki-Oh.
Inoltre, è un film in bianco e nero.
Ora, sperando di avervi dissuaso dal martellarmi le palle riguardo al fil con cose come "ehy, ma fa schifo, come ha fatto a piacerti?!", ecco perchè Harakiri spacca il culo.
LA TRAMA
Spiegare la trama di Harakiri è COMPLICATISSIMO.
Essa è narrata unicamente tramite flashback. Ricordi narrati in maniera disordinata, ma che insieme sviluppano una forma perfetta ed inarrivabile per tantissimi altri film che hanno deciso di seguirne l'orma.
Il palcoscenico si apre su un uomo, deciso a compiere il rito dell'harakiri, intento a chiede la disponibilità di una famiglia di nobili per avere una stanza dove compiere il gesto.
Un'usanza comune dei ronin del tempo.
Un'usanza così comune da rendere il padrone sospettoso.
Molti altri ronin si erano infatti presentati alla porta dell'uomo e degli altri nobili, per chiedere un aiuto finanziario, minacciandolo con il suicidio nel suo giardino. Questi uomini non ertano altro che truffatori ed il padrone di casa ci tiene a precisarlo con il racconto del ronin di bambù.
Qui, il personaggio inizia a narrare di un ronin presentatosi a casa sua e dichiarando di aver intenzione di porre fine alla sua vita, tre dei suoi uomini però gli avevano consigliato di lasciargli praticare l'harakiri. L'uomo, trovatosi di fronte a questa situazione e vedendosi consegnare le lame, è obbligato ad ammazzarsi con uno spadino di bambù.Per vostra informazione: il bambù non taglia.
Da notare il fatto che lui chieda un giorno o due prima di tornare a compiere l'estremo sacrificio, ma nessuno gli chiede il motivo, gli rispondono solamente di non potergli dare la disponibilità per rimandare il rito, esso dev'essere compiuto perchè un samurai deve mantenere la parola data.
------SPOILER DA QUI
IL protagonista, l'uomo presentatosi alla porta dopo il ronin di bambù, dichiara di esser ancora intenzionato a praticare l'harakiri, ma per quello vuole come secondo un uomo particolare. Uomo che in quel momento sembra essere malato.
DEcide quindi di approfittare della pausa durante l'attesa del richiamo del malato, per raccontare la storia della sua vita.
Una storia incredibilmente strappalacrime che narra di come lui in realtà conosca il ronin di bambù. Egli era infatti il marito di sua figlia.
Il racconto viene interrotto da continui interventi del mondo reale, dopve si viene a sapere che anche altri due samurai si sono dati malati, esattamente quelli che hanno votato per il suicidio del ronin di bambù.
Il protagonista torna quindi a raccontare la sua vita e di come la miseria economica abbia portato alla morte prima il ronin di bambù, poi il nipote, poi la figlia, tutti in un brevissimo arco di tempo.
La fine del racconto della sua vita, non è comunque il finale del film, infatti, egli rifiuta ancora una volta di iniziare con l'Harakiri. Questa volta vuole spiegare come mai i samurai che ha precedentemente nominato non siano presenti in sala. Tutti e tre sono stati privati del loro codino da lui.
Il codino per un samurai è sacro e loro non hanno potuto mostrare la loro faccia.
Qui si apre una riflessione sulla falsità dell'onore dei samurai.
Così come il ronin ha tentato di farsi dare dei soldi, così i samurai senza codino non hanno optato per il suicidio dopo averlo perso in battagli come sarebbe stato doveroso dopo l'umiliazione subita.
Partono quindi un bel po' di cazzotti ed una morale sulla politica e la vita di qui parlerò qui sotto, alla fine il protagonista muore circondato da uomini, ma portandosene dietro un bel po'.
Essa è narrata unicamente tramite flashback. Ricordi narrati in maniera disordinata, ma che insieme sviluppano una forma perfetta ed inarrivabile per tantissimi altri film che hanno deciso di seguirne l'orma.
Il palcoscenico si apre su un uomo, deciso a compiere il rito dell'harakiri, intento a chiede la disponibilità di una famiglia di nobili per avere una stanza dove compiere il gesto.
Un'usanza comune dei ronin del tempo.
Un'usanza così comune da rendere il padrone sospettoso.
Molti altri ronin si erano infatti presentati alla porta dell'uomo e degli altri nobili, per chiedere un aiuto finanziario, minacciandolo con il suicidio nel suo giardino. Questi uomini non ertano altro che truffatori ed il padrone di casa ci tiene a precisarlo con il racconto del ronin di bambù.
Qui, il personaggio inizia a narrare di un ronin presentatosi a casa sua e dichiarando di aver intenzione di porre fine alla sua vita, tre dei suoi uomini però gli avevano consigliato di lasciargli praticare l'harakiri. L'uomo, trovatosi di fronte a questa situazione e vedendosi consegnare le lame, è obbligato ad ammazzarsi con uno spadino di bambù.Per vostra informazione: il bambù non taglia.
Da notare il fatto che lui chieda un giorno o due prima di tornare a compiere l'estremo sacrificio, ma nessuno gli chiede il motivo, gli rispondono solamente di non potergli dare la disponibilità per rimandare il rito, esso dev'essere compiuto perchè un samurai deve mantenere la parola data.
------SPOILER DA QUI
IL protagonista, l'uomo presentatosi alla porta dopo il ronin di bambù, dichiara di esser ancora intenzionato a praticare l'harakiri, ma per quello vuole come secondo un uomo particolare. Uomo che in quel momento sembra essere malato.
DEcide quindi di approfittare della pausa durante l'attesa del richiamo del malato, per raccontare la storia della sua vita.
Una storia incredibilmente strappalacrime che narra di come lui in realtà conosca il ronin di bambù. Egli era infatti il marito di sua figlia.
Il racconto viene interrotto da continui interventi del mondo reale, dopve si viene a sapere che anche altri due samurai si sono dati malati, esattamente quelli che hanno votato per il suicidio del ronin di bambù.
Il protagonista torna quindi a raccontare la sua vita e di come la miseria economica abbia portato alla morte prima il ronin di bambù, poi il nipote, poi la figlia, tutti in un brevissimo arco di tempo.
La fine del racconto della sua vita, non è comunque il finale del film, infatti, egli rifiuta ancora una volta di iniziare con l'Harakiri. Questa volta vuole spiegare come mai i samurai che ha precedentemente nominato non siano presenti in sala. Tutti e tre sono stati privati del loro codino da lui.
Il codino per un samurai è sacro e loro non hanno potuto mostrare la loro faccia.
Qui si apre una riflessione sulla falsità dell'onore dei samurai.
Così come il ronin ha tentato di farsi dare dei soldi, così i samurai senza codino non hanno optato per il suicidio dopo averlo perso in battagli come sarebbe stato doveroso dopo l'umiliazione subita.
Partono quindi un bel po' di cazzotti ed una morale sulla politica e la vita di qui parlerò qui sotto, alla fine il protagonista muore circondato da uomini, ma portandosene dietro un bel po'.
LA VERSIONE DI TK
Andiamo subito al sodo: questo è un grande film.
Si pone come obiettivo non solo quello di analizzare l'animo umano in periodo di crisi, ma anche quello di spiegare una società che si tende a dimenticare.
Come dice il protagonista stesso, fingendo di rivolgersi ai samurai intorno a lui "prestate molta attenzione, perchè il fato di un uomo può diventare anche il vostro un giorno.".
Questro film non è solamente descrittivo di ciò che è successo in giappone anni ed anni fa, ma anche un ottimo collegamenteo con la crisi che stiamo vivendo oggi. Una crisi causata da pessimi politici ed una terribile gestione dell'economia, esattamente come quella che Kurasashi (il regista) vuole descrivere. Abusi di potere, uomini ridotti a truffare ed al suicidio solamente per mostrare qualcosa... VIene addirittura fatto più volta accenno alle "minacce di far harakiri fuori dalla casa del padrone", un forte simbolo che richiama le torce umane di fronte a palazzo Chigi... Giusto per citare qualche fatto italiano.
Con meno patriottismo, il suicidio per farsi notare dal potente è sempre stato usato come mezzo dalla parte più povera della società. Le rivolte contadine, l'influenza dei media sul governo...
Si potrebbe parlare per ore di cosa voglia comunicare questo film ,a voi abbiate solamente presente che è molto più moderno di quel che sembra. Lo stesso vale anche per i personaggi.
Sono tutti troppo umani per non commuovere, anche se l'incredibile serietà giapponese mostra il tutto con una freddezza che contrasta con i personaggi.
Passiamo ora a cosa NON mi è piaciuto del film.
In realtà solamente la scelta nel montaggio.
E' un misto dei due peggiori cancri del cinema nella storia fino ad oggi:
Il cinema drammatico giapponese (il che impone una voce ridicolmente ingrossata degli attori, ma anche una pessima scelta fotografica voluta e soprattutto gli effetti alla "maperchèdiavolostaiinquadrandolaschienadiqueltizio?!")
E Gli anni 60. Sì, proprio gli anni 60. Come epoca. Non esiste film, uscito da questi anni, che riesca ad appassionarmi. Sono una rottura di balle incredibile e ringrazio iddio che le cose da allora siano migliorate un sacco.
Concludendo:
Consigliato: Assolutamente sì, ma solo se avete un amico di fianco che vi doppia il tutto con la voce da giapponese incazzato
Voto: stiletto\katana
Si pone come obiettivo non solo quello di analizzare l'animo umano in periodo di crisi, ma anche quello di spiegare una società che si tende a dimenticare.
Come dice il protagonista stesso, fingendo di rivolgersi ai samurai intorno a lui "prestate molta attenzione, perchè il fato di un uomo può diventare anche il vostro un giorno.".
Questro film non è solamente descrittivo di ciò che è successo in giappone anni ed anni fa, ma anche un ottimo collegamenteo con la crisi che stiamo vivendo oggi. Una crisi causata da pessimi politici ed una terribile gestione dell'economia, esattamente come quella che Kurasashi (il regista) vuole descrivere. Abusi di potere, uomini ridotti a truffare ed al suicidio solamente per mostrare qualcosa... VIene addirittura fatto più volta accenno alle "minacce di far harakiri fuori dalla casa del padrone", un forte simbolo che richiama le torce umane di fronte a palazzo Chigi... Giusto per citare qualche fatto italiano.
Con meno patriottismo, il suicidio per farsi notare dal potente è sempre stato usato come mezzo dalla parte più povera della società. Le rivolte contadine, l'influenza dei media sul governo...
Si potrebbe parlare per ore di cosa voglia comunicare questo film ,a voi abbiate solamente presente che è molto più moderno di quel che sembra. Lo stesso vale anche per i personaggi.
Sono tutti troppo umani per non commuovere, anche se l'incredibile serietà giapponese mostra il tutto con una freddezza che contrasta con i personaggi.
Passiamo ora a cosa NON mi è piaciuto del film.
In realtà solamente la scelta nel montaggio.
E' un misto dei due peggiori cancri del cinema nella storia fino ad oggi:
Il cinema drammatico giapponese (il che impone una voce ridicolmente ingrossata degli attori, ma anche una pessima scelta fotografica voluta e soprattutto gli effetti alla "maperchèdiavolostaiinquadrandolaschienadiqueltizio?!")
E Gli anni 60. Sì, proprio gli anni 60. Come epoca. Non esiste film, uscito da questi anni, che riesca ad appassionarmi. Sono una rottura di balle incredibile e ringrazio iddio che le cose da allora siano migliorate un sacco.
Concludendo:
Consigliato: Assolutamente sì, ma solo se avete un amico di fianco che vi doppia il tutto con la voce da giapponese incazzato
Voto: stiletto\katana














