martedì

Bjorko dio VS Mr. President: scontro tra bloggher #1

Questo doveva essere un blog serio, chiaramente ho sottovalutato il mio avversario

Oggi mi sono svegliato con un'idea decisamente pessima, ovvero quella di affrontare un redattore del blog di Bjorko dio in una sfida all'ultimo tasto battuto sulla tastiera. In teoria, e sottolineo, IN TEORIA
L'idea originare era quella di svolgere un'onesta gara di scrittura e di lasciarla valutare agli utenti facebook facendo al contempo pubblicità ad entrambi i blog.

Poi le cose sono degenerate.

Le regole erano estremamente semplici:
1. Gli avversari si sarebbero dovuti imitare a vicenda in quanto design e stile
2. Gli avversari si sarebbero dovuti scontrare nel campo dell'avversario: io avrei dovuto parlare di musica, Bjorko di cinema.

Non è andata esattamente così e le cose sono cadute nel ridicolo. Qui di seguito il risultato.
Sinceramente, mi vergogno di me stesso solo per aver pensato di poter fare una gara simile seriamente.


President TK
Musica
Fratello metallo: Misteri



  1. Volete Metallo?!
  2. Venere
  3. Fiducia
  4. Vita
  5. Uomo
  6. Bacco
  7. Tabacco
  8. Dio
  9. Amore metallico
  10. Maria maiestatis
  11. Misteri

    Testi pieni di significato, un vero e proprio ritorno alle origini del METALLO. Io in questo album vedo il black, in questo album vedo l'heavy, in quest'album io vedo il progresso della musica. Non esiste nulla di superiore a questo album. Un grande potenza data da un uomo che ha conosciuto il mondo e che ha riscosso enormi successi in carriera: Fratello metallo Cesare Bonizzi, come lo chiama wikipedia, è forse uno dei geni della nostra era. Circondato da una schiera di apostoli chitarristi invaghiti della sua capacità di trasmettere cristianità nelle sue parole, viene sostenuto da una serie di assoli incredibilmente riusciti.
    Ad oggi, la scena italiana non ha mai visto nulla di meglio di quest'uomo, che in poche tracce riesce a parlare di ogni argomento che attanaglia l'animo umano. Gli stessi titoli delle canzoni ci portano per mano in un mondo fatto di amore, misteri e come recita il brano "Venere": sesso, sesso, sexus sexus sexus [...] fornicator, masturbatore insane.
    Fratello Metallo con questo album del 2008 esce ufficialmente dalla scena indie e dalle sue brevi apparizioni domenicali a concertucci del cavolo come il Gods of Metal, per entrare direttamente e amorevolmente in tutte le collezioni di cd dei metallari italiani e spagnoli. Non esiste e non esisterà ai un cd in grado di spaccare così tanti culi e di essere ricordato come questo singolo album, perchè questo è esattamente ciò che racchiude la parola di dio in formato mp3.

    Per concludere: convertitevi.


    L'articolo non sarebbe concluso senza un centinaio di milioni di bestemmie a caso, ma siamo ancora in fascia protetta.



    Passiamo quindi la parola all'avversario:
    Bjorko Dio
    Cinema

    Grazie Padre Pio, ovvero: l'avant-garde del cinema napoletano.

    Devo ammetterlo: se mi avessero descritto la trama di questo film prima di vederlo, probabilmente sarei scoppiato a ridere e l'avrei lasciato completamente perdere.
    Partendo da un incipit davvero ridicolo - Grazie Padre Pio - contro ogni pronostico, riesce davvero a dare forti emozioni.



    TRAMA

    Veniamo subito introdotti al personaggio principale dell'opera, Jo Donatello, e al coprotagonista latente, suo padre Gigione. La coppia di cantanti neomelodici, tra le più acclamate del panorama partenopeo e nazionale, è costretta subito a separarsi per un'estenuante tournée del genitore, che lascerà da solo all'avventura il figlio. In una mattinata in cui Jo Donatello si sarebbe dovuto impegnare nello studio, passeggiando per le vie di Posillipo, il Nostro incontra un suo vecchio amico che gli fa il "piacere" di presentargli un'amica della sua ragazza, Sara. Dopo un simpatico pranzo, durante un breve intermezzo musicale si evince che tra i due è scoccata la scintilla d'amore. Sara, a questo punto, fa noto al protagonista che la sua mente è occupata da perturbazioni riguardanti la gente che combatte per la libertà. Dopo un'acuta introspezione del personaggio di Sara, i due coroneranno il loro sogno d'amore baciandosi sulla scogliera di Mergellina. Ma la nuova fiamma nasconde delle amicizie pericolose.
    Dopo la serenata di Jo Donatello a Sara, infatti, egli verrà introdotto alla figura imponente e tenebrosa di Don Franco, gangster locale che mostrerà al Nostro lo sfrenato mondo delle corse clandestine. Jo Donatello si rivelerà una promessa in questo "ambiente di droghe, scommesse clandestine", per citare la coscenziosa figura della madre, cameo dell'attuale compagna di Gigione. Avendo dimostrato prestanza fisica e fedeltà alla causa di don Franco, Jo Donatello viene accettato nella cerchia di malavitosi tramite un brindisi. Gigione, tornato a Napoli dopo la tournée, trova sua moglie in lacrime, e dopo una breve spiegazione va a parlare con il famigerato don Franco. L'incontro si risolve con un nulla di fatto: don Franco asseconderà qualsiasi velleità di Jo Donatello. Gigione, disperato, va a parlare direttamente con suo figlio, che non sembra intenzionato a tornare alla sua carriera da studente, quando all'improvviso un frate mendicante dona un'immaginetta di padre pio a Gigione. Correlativo oggettivo della vita religiosa, l'immaginetta farà sorgere nel cuore di Gigione la volontà di recarsi a Petralcina per chiedere la grazia al santo. Dopo una breve canzone, Jo Donatello scopre la tremenda verità: Sara è infatti legata alla figura di don Franco più di quanto sembrasse: i due, infatti, nascondevano un affaire. Jo Donatello li coglie sul fatto, dopo un siparietto comico à la Lino Banfi del cameriere del locale. A questo punto, però, si scopre che Sara partirà domattina per andare "ad aiutare la gente che combatte per la libertà", troncando così bruscamente la relazione con Jo Donatello, che di conseguenza si ritira dal mondo delle corse. Gigione, arrivato a Petralcina, scopre che la grazia non è più necessaria: infatti Jo Donatello è già rinsavito, e in un exploit finale, i due parenti si riconcilieranno cantando una bella canzone, non prima di aver riottenuto dal mendicante i soldi dell'immaginetta.



    LA VERSIONE DI Bjorko

    Grazie Padre Pio è un grandissimo film.
    Affronta temi scomodi ed in chiave tremendamente moderna.

    Non pensavo che le corse automobilistiche si potessero legare ad un tema romantico, ma soprattutto non pensavo che il cliché della gente che combatte per la libertà potesse esser rispolverato con questa cura e con questa fortissima volontà di produrre qualcosa di veramente bello.

    Grazie Padre Pio è il più grande film romantico del 2001.
    Non ha forzature, non ha elementi fuori luogo o in grado di distrarre dall'interiorità del protagonista e della figura di Sara.

    Il film si prende i suoi tempi, non è troppo rapido nel narrare qualcosa, ma non è comunque lento nel far procedere gli avvenimenti (le canzoni scorrono molto velocemente). Ogni momento ci mostra qualcosa ed ogni secondo abbiamo ben chiaro cosa sta avvenendo. Facendo ciò, ci è permesso entrare in quella che è una profonda riflessione non solo sulle relazioni, ma anche sulla vita.

    Uomo e donna a confronto tra loro e con la difficoltà della sfera emotiva. Alla ricerca di ogni emozione del nostro spettro, scandendo gli avvenimenti tramite esse e non solo con il classico schema della tragicommedia, presentato volutamente con un rapido susseguirsi di declino e caduta.

    Riflettere a freddo su un film come Grazie Padre Pio è inutile e dispersivo, dato che quest'opera d'arte è in grado di farci riflettere su ciò che sta offrendo poco alla volta, al momento stesso dell'azione.

    E' inoltre da notare come l'ambiente in cui si svolgono gli avvenimenti sia impossibile da collocare nel tempo. Sappiamo che è in un prossimo passato solamente dalla presenza delle mille lire, a metà tra l'innovativo ed il contemporaneo. Il colore della filigrana (delle mille lire) e degli effetti di luce si adatta all'emozione ed allo stato emotivo dei personaggi. Una sorta di "religiosità" romantica vista in un ambiente urbano. Il paesaggio segue i protagonisti e si adatta a loro, facendo spesso dimenticare che tutti coloro che compaiono intorno al protagonista soffrono della sua stessa paralisi.
    Un mondo che obbliga a legarsi a qualcosa di fittizio come la malavita napoletana non è giustificato né condannato, ma fa iniziare e finire il film con il vuoto.
    L'abbandono della fede è una delle emozioni più forti che Grazie Padre Pio è in grado di donare.

    Consigliato: Sì, cazzo!!!
    Voto: 4 rosari su 5 padrenostri.

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