sabato

Helium (2014): L'aria pesante della morte infantile

Io odio i corti. Finisco tutte le volte a piangere come una femminuccia rantolandomi in un angolino e cercando di dimenticarmi di ciò che è appena accaduto sullo schermo del mio pc.
Helium... Oh stupido Helium.


Ho deciso di guardare questo cortometraggio solamente dopo una discussione avvenuta con alcuni miei amici ieri sera, paradossalmente ero l'unico a non aver minimamente considerato l'esistenza di questo piccolo capolavoro: snobbato come se fosse l'ennesima cagata che il 2014 ha deciso di presentarci come "film innovativo e moderno".
Per la prima volta dall'inizio di questo -schifo di- anno, finalmente mi trovo di fronte ad una pellicola che veramente merita ogni elogio possibile.
Visionario, atmosferico, emozionante e perfettamente consapevole del suo potenziale.
Se proprio volessimo trovare un difetto ad helium, questo potrebbe trovarsi nell'eccesso nel presentare i sentimenti del protagonista, un uomo ancora inconsapevole di ciò che lo aspetta iniziato un nuovo, semplice, lavoro di inserviente.

Bando alle ciance, partiamo con la trama.





[TRAMA]

Il protagonista, un barbuto inserviente senza nome, sta pulendo la camera di un bambino. Inizialmente, giuro di non aver capito il rapporto tra i due. Non si può cogliere nulla se non il distacco da parte del protagonista rispetto al bambino. L'eccessività della formalità iniziale, sfocia in una climax dove finalente possiamo capire dove ci troviamo e cosa sta veramente succedendo.
Il luogo è una clinica per bambini terminali.
L'inserviente incontra il bambino anche il giorno seguente, per errore.
dopo una breve discussione riguardo a dove sia il fratello del protagonista (morto), finalmente si arriva nel vivo del racconto.
A quanto pare, il bambino non è felice dell'idea di andare in cielo, è allora che il barbuto propone un'ipotesi alternativa.


"ti sei mai chiesto da dove arrivi l'elio?"

Da una singola domanda, il cortometraggio ci trascina in una intensa riflessione sulla morte, dove il significato religioso del paradiso viene trasceso per arrivare alla creazione di un vero e proprio mondo.
Isole nel cielo dove la fatica ed il dolore scompaiono e grazie alla leggerezza dell'elio ci si sente più forti e vivi che mai.
Il protagonista stesso si lascia perdere dalla sua stessa storia continuando a raccontarla giorno per giorno al bambino, a espandere il suo mondo, a tessere una ragnatela di sogni in cui il ragazzino si mette a suo agio, fino ad arrivare al volerci andare.
L'inserviente arriva a rischiare il lavoro pur di continuare a raccontare la storia al ragazzino, ma non sembra preoccuparsene perchè quello non deve perdere la speranza prima della sua ultima -imminente- ora.




La Versione di TK

Si potrebbe scrivere un libro su Helium.
Come ho già detto, è un cortometraggio. Scelta azzeccatissima.
Perchè dipingere un quadro piccolo se non per tornare al senso del pittoresco? Un piccolo pezzo di paesaggio, il più bello che si possa prendere per descrivere la morte di un bambino. Un'avventura, ma al tempo stesso una profonda riflessione.
Helium ha scritto una pagina di storia dei corti e se qualcuno, come me, avesse pensato anche solo per un attimo che il 2014 non avesse nulla da offrire (ricordando che the wolf of wall street è del 2013!!!) e che fino ad ora avesse partorito solamente chili e chili di merda, sarà violentemente costretto a ricredersi.


Non ho volutamente parlato della scelta dei colori.
E' un periodo in cui mi ritrovo costretto a parlarne spesso e, sinceramente, odio ripetermi.
Stronzamente, anche questa volta, sono obbligato a farli notare per non lasciare la critica a metà.

Il film presenta una serie di ambienti austeri e di colori spenti. Il mondo reale segue una incredibile gamma di sfumature di grigio (no, non 50). Gli ambienti austeri, le divise del protagonista o dell'inutile infermiera che lo accompagna nel suo solitario viaggio, persino i giocattoli del bambino. Tutto segue una precisa scelta monocromatica, in modo da permettere alla luminosità delle scene oniriche di pervadere le menti ed accecare gli spettatori. Esse non sono altro che sfumature di rosso e verde, esattamente come l'enorme, spettacolare, aliante del finale.

Concludendo: guardatelo.

Consigliato: Non lo state già guardando?
Voto 8/10 Alcune scene sono un po' tirate

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