Frequentare /tv/ fa male alla salute.
Devo ammetterlo: se mi avessero descritto la trama di questo film prima di vederlo, probabilmente sarei scoppiato a ridere e l'avrei lasciato completamente perdere.
Partendo da un incipit davvero ridicolo -Her- contro ogni pronostico, riesce davvero a dare forti emozioni.
Trama
Il protagonista è facilmente riconducibile ai Dubliners di Joyce: un uomo paralizzato in una società che non gli appartiene, che lo deumanizza e lo aliena dalle naturali emozioni.
Lasciato dalla fidanzata, egli è obbligato a continuare il suo aberrante lavoro di scrittore... di lettere d'amore.
Lo strano lavoro del protagonista è proprio quello di scrivere lette o biglietti d'amore per altre coppie, essere un tramite tra parenti; diventare poeta, amante, nipote, figlio, qualunque cosa gli chiedano di essere.
Tutto il giorno, tutti i giorni, per persone differenti in un futuro a noi prossimo dove il mondo è diventato ancor più frenetico.
In questo inferno il protagonista, amante della tecnologia (o per meglio dire, un nerd), si trova di fronte all'uscita di un nuovo sistema operativo annunciato come rivoluzionario.
Esso viene descritto come un OS rivoluzionario, in grado di adattarsi a chi lo controlla, ad essere efficiente a seconda dei bisogni personali, oltre a seguire ovunque e su qualunque software il suo possessore. Insomma, una gran figata.
Dato il distacco dalla fidanzata, decide di concedersi una prova, di testare con le sue stesse mani quella che sembra essere il nuovo passo avanti del mondo.
La macchina non tarda a mostrarsi effettivamente adattabile ad ogni comndizione e situazione. In grado di rispondere sistematicamente alle domande, nonchè a porre domande, organizzare dati, ma soprattutto... Essa sembra essere in grado di interagire con il protagonista proprio come una persona vera, dotata di memoria e quelle che lentamente diventeranno emozioni.
Più si segue il flusso degli eventi, più si inizia a notare come il computer diventi sempre più simile ad un umano, come ascolti i problemi del protagonista consigliandolo, come lui inizi ad affezionarsi al suo nuovo giocattolo che lentamente diventa... un confidente.
La trama di questo piccolo capolavoro di nicchia è una climax che lentamente fa separare il personaggio principale dal mondo delle relazioni umane (poco soddisfacenti, troppo finte) ed avvicinare la macchina alla realtà.
Il tutto non può sfociare che in un modo.
Per quanto questo possa smerdare tutto il mio tentativo di mostrare la poesia di questo film: il protagonista ed il suo sistema operativo si innamorano.
No, non tentate di tornare indietro a leggere questa parte di articolo per provare a capacitarvene, sì, i due si innamorano.
Iniziano una vera e propria relazione, vista dagli occhi del protagonista e dalla fotocamera del suo cellulare ed all'inizio sembra anche funzionare!
I due non vengono visti troppo male dal mondo intorno a loro, dato che il computer riesce ad interagire anche con gli altri personaggi di fondo. Non ci sono problemi nel capire la cosa, anzi viene presa piuttosto bene dalla gente intorno a loro. Il tutto è perfettamente giustificato con piccoli eventi o minuscole scene esplicative.
Per quanto possa risultare paradossale, si finisce ad accettare la cosa rapidamente anche come spettatori di una storia d'amore che sembra più pura di quanto ci si potrebbe aspettare.
Li separa solamente una cosa: l'assenza di un corpo dell'os.
"Lei", il computer, sente una profonda distanza dell'innamorato e tenta di colmarla arrivando addirittura a contattare una persona disponibile a prestare il suo corpo per l'atto carnale.
Il protagonista non riesce però ad accettarlo. Il corpo non è quello del bot di cui si è innamorato, non è quello che sta cercando e non riesce semplicemente a farlo.
La crepa tra i due si fa sempre più larga e profonda, fino ad un'interruzione, in cui il computer non si fa più sentire. La relazione, ormai diventata tra due persone e non più tra un uomo ed una macchina, si mostra nel suo lato negativo. Lei ha avuto altri uomini con cui si è comportata esattamente come col protagonista. L'ha in qualche modo tradito e ne è conscia. Alla fine, il sistema decide di spegnersi, di capire, nella sua corsa all'umanità, cosa voglia dire morire.
La versione di TK
Her è un grandissimo film.
Affronta temi scomodi ed in chiave tremendamente moderna.
Non pensavo che la fantascienza si potesse legare ad un tema romantico, ma soprattutto non pensavo che il cliché della macchina con dei sentimenti potesse esser rispolverato con questa cura e con questa fortissima volontà di produrre qualcosa di veramente bello.
Her è -per ora- il più grande film romantico del 2014.
Non ha forzature, non ha elementi fuori luogo o in grado di distrarre dall'interiorità del protagonista e dell'es crescente dell'OS.
Il film si prende i suoi tempi, non è troppo rapido nel narrare qualcosa, ma non è comunque lento nel far procedere gli avvenimenti. Ogni momento ci mostra qualcosa ed ogni secondo abbiamo ben chiaro cosa sta avvenendo. Facendo ciò, ci è permesso entrare in quella che è una profonda riflessione non solo sulle relazioni, ma anche sulla vita.
Uomo e donna a confronto tra loro e con la difficoltà della sfera emotiva. Alla ricerca di ogni emozione del nostro spettro, scandendo gli avvenimenti tramite esse e non solo con il classico schema della tragedia, presentato volutamente con un rapido susseguirsi di declino e caduta.
Riflettere a freddo su un film come Her è inutile e dispersivo, dato che quest'opera d'arte è in grado di farci riflettere su ciò che sta offrendo poco alla volta, al momento stesso dell'azione.
E' inoltre da notare come l'ambiente in cui si svolgono gli avvenimenti sia impossibile da collocare nel tempo. Sappiamo che è in un prossimo futuro solamente dalla descrizione degli ambienti, a metà tra l'innovativo ed il contemporaneo. Il colore delle filigrane e degli effetti di luce si adatta all'emozione ed allo stato emotivo dei personaggi. Una sorta di "natura" romatica vista in un ambiente urbano. Il paesaggio segue i protagonisti e si adatta a loro, facendo spesso dimenticare che tutti coloro che compaiono intorno al protagonista soffrono della sua stessa paralisi.
Un mondo che obbliga a legarsi a qualcosa di fittizio come un computer non è giustificato né condannato, ma fa iniziare e finire il film con il vuoto.
L'abbandono è una delle emozioni più forti che Her è in grado di donare.
Consigliato: Sì, cazzo!!!
Voto: 4 mouse ed un cavo su 5 monitor.
Anche se a dirla tutta, questo film stimola un po' l'autismo.


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