venerdì

Free to Play: Perchè tutti amiamo Gaben

"Guarda quei cazzo di cavalli, non ti verrebbe voglia di tirargli un pugno in faccia?! Insomma, si sporgono dai loro recinti e ti guardano con quei loro occhietti, quando tu BAM gli tiri un cartone sul naso!"
Ludo Thorn-youtuber
su Free to Play ed i cavalli.

Prima di iniziare questa recensione ci tengo a mettere in chiaro un paio di cose.
Non sono un fan di Dota. In realtà detesto quel gioco, ma i miei (infami) amici mi hanno obbligato a guardarlo approfittando della mia convinzione che fosse un film sulla Valve e non su quel maledetto gioco di merda. IN OGNI CASO rimarrò completamente neutrale a riguardo, in quanto nerd posso capire cosa si provi di fronte al proprio gioco preferito o comunque ad uno che si ha gradito particolarmente, soprattutto cosa si può provare di fronte ad esso. Quindi questa recensione non si baserà sui miei gusti personali in ambito videoludico in alcuna maniera. Grazie a dio non sto recensendo un film di Uwe Boll.
Seconda cosa da sottolineare prima della realizzazione o della lettura di questo articolo è che il film trattato questa volta è in realtà un Documentario. Non sono un appassionato del genere, oltre al fatto che probabilmente in vita ne avrò visti solo un paio e non sono nemmeno sicuro che "Vikings" valga come tale.

Sottolineato ciò, c'è da dire cos'è Free to Play.



INCIPIT

Free to Play è un documentario della Valve, casa produttrice di videogiochi parallela alla più famosa libreria videoludica online: Steam. Esso è stato realizzato in occasione di un momento storico nella storia del mercato dei videogiochi: un torneo con un montepremi di UN MILIONE di dollari (o com'è stato definito qui a casa durante la proiezione del film "6 computer MOLTO potenti"). Il sogno di ogni videogiocatore sin da bambino si è finalmente realizzato per pochi eletti: esser pagati per giocare al pc.
I giocatori di tutto il mondo sono rimasti impietriti alla diffusione della notizia da parte dei media virtuali. Ricordo alcune discussioni di allora: amici increduli, spam continuo ed ingiustificato di notizie online riguardanti un gioco reso famoso dall'eccessiva distribuzione di chiavette free-pass.
Il web era in delirio.
Il fascino dei MOBA aveva conquistato la massa e -per quanto il genere mi faccia cagare- non posso che riconoscere la potenza del movimento che nel giro di un annetto ha preso sempre più piede, aprendo porte mai varcate dai mercati precedente: ragazze, gente casual, persone decise a giocare solo per passare un po'di tempo o per stare con gli amici si sono ritrovate ad avvicinarsi lentamente ad un universo a loro sconosciuto. Se il mercato dei giochi per pc in questi anni è aumentato, bisogna riconoscere gran parte del merito a giochi come LOL e Dota2.

La Valve ha quindi deciso di realizzare un documentario, non tanto per parlare del gioco, quanto delle persone dietro ad esso. Ha voluto concentrarsi, in un'azione chiaramente propagandistica per aumentare ulteriormente il pubblico, sulla vita dei giocatori che sono arrivati in finale.
Dato che non mi ricordo nemmeno un nickname, essi saranno:
-il biondino insonne: giocatore con una faccia da pesce morto
-il coreano: giocatore con seri problemi amorosi
-l'emo brutto: che poi sarebbe il vincitore del torneo

Vengono mostrati anche altri ragazzi, ma come al solito, io mostrerò solo il filone principale del film, lasciandovi liberi di seguirlo o meno.


"Cosplay tipo di un personaggio di Dota2"

"Trama"

Non si può ovviamente parlare di una vera e propria trama in "free to play".
E' un documentario che segue giorno per giorno la storia del torneo di Dota2 svoltosi nel 2011.
Ogni giorno vengono mostrate le squadre partecipanti, i loro sogni, le loro speranze, ma soprattutto i loro pensieri. Non c'è una forte introspezione, quanto un ritratto montato a regola d'arte sulla vita di ogni protagonista di questa meravigliosa esperienza. Nel tentativo di far rivalutare l'arte del gaming, si mostrano i sacrifici e le realtà in cui hanno vissuto i ragazzi. Situazioni complesse economicamente come quella del biondino insonne.

Viene mostrata la sua passione come bloccata dai suoi genitori. Un giovane adulto con alle spalle una famiglia bigotta, chiusa nelle sue prospettive per il figlio e impossibilitata ad accetare il suo hobby tanto da impedirgli di avere un vero computer ed obbligarlo a crearselo con scarti. Un vecchio monitor, una tastiera di seconda mano ed un mouse peggiore di quelli trovabili dai cinesi. Un uomo che ha combattuto duramente sia contro la famiglia che contro le terribili condizioni dei suoi mezzi per arrivare alla vetta.
Una persona calma ed al tempo stesso combattiva, in grado di trascinare quel minimo che basta da permetterti di tifare anche per lui.

Sfortunatamente, tra le tante squadre in classifica ci sono anche le due dei popoli che mi hanno sempre dato la merda a qualunque videogioco: cinesi e coreani. Di quest'ultimo -maledetto- popolo, fa parte quello per cui ho tifato fino alla fine imperterrito: il coreano (davvero: o lo chiamavo così o "uomo pizza" accontentatevi e ringraziate che non abbia usato quest'altro soprannome). Un ragazzo con seri problemi amorosi, causati da una ragazza facente parte... Di un'altra squadra di Dota. Ora, non essendo nell'ambiente non posso conoscere ogni singola squadra presente al torneo che fu, ma ho sentito parecchio parlare di questo gruppo di stratope gasate per il gioco sopracitato. Sembra che sia una squadra piuttosto fortina ed effettivamente il ragazzo si lamenta del fatto che la ragazza lo abbia lasciato probabilmente proprio a causa dell'affanno causato dal gioco. Il suo scopo durante il torneo sembra essere più quello di riconquistare la ragazza che quello di vincere il montepremi... Infatti non sarà lui a vincere, ma uno svedese che chiameremo:

L'emo brutto. Questo è forse il ragazzo dalla storia più triste, oltre che dalla maggiore abilità -ed effettivamente, vedendo qualcosa del torneo durante il film ed avendo provato a giocare quei due minuti che bastano per farmi disinstallare dota, posso dire che effettivamente lascia senza fiato.
Un ragazzo che ha iniziato a giocare solamente per distrarsi dal dolore subito a causa della morte del padre, arrivato in finale solamente per passione e non solo per il milione di dollari. Un bravo ragazzo, o almeno dipinto come tale.


La versione di TK

Come ho tentato di lasciar intendere spiegandone la trama, trovo che le storie dei personaggi siano ben fatte, ma forse un tantinello forzate. La volontà di mostrare solamente delle persone semplici oscura la visione di altri membri delle squadre o -più semplicemente- copre le vite di molti altri giocatori, chiaramente meno interessanti ai fini della trama. Ho definito il film "Free to play" propagandistico, perchè altro non è che un'enorme campagna pubblicitaria a favore della Valve e del loro prodotto -aimé ormai tra quelli di punta- che è Dota2.
Come mai non me ne sto lamentando? Semplicemente perchè la cosa non viene coperta. E' un documentario fatto da appassionati per appassionati, con fatture di film professionale e sicuramente migliore di moltissime produzioni sul genere fatte a favore di gruppi musicali o di sponsorizzazione di film. Non tenta di ingannarti,ti mostra le cose come sono e ti fa venir ancor più voglia di giocare, non solo a dota, ma a qualunque videogioco. e' un inno a tutto ciò che è divertimento digitale (tranne che al porno) e si vanta di esserlo senza troppi problemi.

Risulta eccellente -e qui arriviamo su ciò che veramente stavano aspettando i nerdacci a casa- la fattura delle rappresentazioni video tratte dal torneo stesso. Sono state montate delle vere e proprie Cutscene (ovvero scene video che spezzano l'azione del videogioco) sugli eventi o le mosse finali dei personaggi svoltesi durante il torneo stesso. I momenti più emozionanti sono stati quindi rappresentati con un tocco di classe che riesce a coinvolgere chi guarda nel vero spirito del gioco e nellesue azioni più mozzafiato, rendendo chiaro a chiunque abbia un minimo di infarinatura, cosa sta succedendo sullo schermo. Non permette fraintendimenti, facendo seguire le classifiche del torneo, così come gli scontri svoltisi all'interno.

Interessante la scelta di due elementi di autosponsorizzazione:
La scelta del titolo, interpretabile sia come "Libero di giocare" che come "Gioco gratis" e la scelta della pubblicazione. Il film è stato infatti distribuito, come ho già accennato, su steam. Esso è ancora gratuito ed accessibile e rimarrà tale per un altro bel po' per tutti coloro che si sono registrati. Credo che tutti sappiano dello zampino di babbo Gabe nella storia (ci sono ANCHE degli omaggi, robaccia di dota come skin o roba del genere, ma vorrei sottolineare il fatto che ti ringraziano anche per aver guardato un documentario figo che ti hanno dato gratuitamente).
Ovviamente, dopo il download, il film sarà in un full hd estremamente fluido.



Consigliato: Perché no?
Metascore: 74/100

3 commenti:

  1. Edo non sono Omaggi , te li devi comprare... E se compri la skin il 25% dei profitti va a loro, perche' si il capione gli servono nuovi soldi per fare sampei

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  2. Non avevo capito, chiedo scusa (anche se poi è comunque colpa vostra).
    In ogni caso l'articolo non è centrato sugli omaggi/sconti/bocchini di dota. Quel gioco fa merda.

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