Ho sentito descrivere l'inferno in tantissimi modi.
Prima di questo delirio nessuno di quelli mi era sembrato realistico
Prima di questo delirio nessuno di quelli mi era sembrato realistico
MOEBIUS
Moebius non si può catalogare con i canoni tradizionali. Non è bello, non è brutto. Non è un horror e non è un dramma. E' semplicemente la cosa che più si avvicina al peggior incubo che abbiate fatto dopo una cipollata dai parenti.
Un uomo tradisce ripetutamente la moglie con la commessa del minimarket vicino casa.
Già dai primi venti secondi di film ho iniziato a chiedermi perchè cazzo non se la fosse scelta più lontana dalla propria abitazione, insomma, giusto per tentare di non farsi beccare dalla moglie. Ogni mia dubbio riguardo alla pesantezza del culo del protagonista si è dissipato quando nel giro di un minuto questo riesce a farsi vedere sia dalla moglie che dal figlio mentre scopa la commessa -che entrambi vedono tutti i giorni- nella sua macchina, parcheggiata esattamente sotto casa sua.
Quest'uomo in pochi minuti non si rivela un coglione, ma un'icona per tutte le persone pigre al mondo.
Chiunque mai vorrà definirsi pigro dopo la visione di questo film, dovrà confrontarsi con questo personaggio dalla personalità meno credibile di un mattone lilla.
Superato l'imbarazzo empatico nei confronti del ritardato protagonista, lentamente inizia a notarsi la mancanza di un elemento fondamentale nel cinema moderno. Il dialogo.
A questo punto del film sono andato a cercare qualcosa a riguardo online cercando una spiegazione a quella che ho innocentemente pensato come una mancanza del sonoro nella mia copia del film.
Arrivato tramite più fonti alla realizzazione che non fosse altro che una (pessima) scelta del regista, mi sono fatto coraggio ed ho cliccato nuovamente play, convinto che il film di lì a poco sarebbe migliorato e che me lo sarei potuto godere nonostante l'assenza di parole.
Avrei dovuto fermarmi finchè ero in tempo. Avrei dovuto scartare la pellicola, mettere un film di Moccia e ridere della stupidità delle 14enni che guardano quella merda, ma ho mandato avanti. Sono stato uno sciocco a pensare di godermi questo film, nessuno ne sarebbe capace.
La moglie, dopo aver visto il marito a fare allegramente fiki fiki sotto casa con la cassiera/ commessa/ puttana di quartiere ed aver visto il figlio masturbarsi (A PORTA APERTA!!!) in camera sua, decide di avvicinare il marito nel sonno e tentare di amputargli il pene. Sono sempre stato turbato dall'idea di perdere il mio bastone dell'onnipotenza, vedere il marito accorgersi appena in tempo della terribile idea della donna, mi ha fatto tirare un sospiro di sollievo. Peccato che questa sensazione sia svanita in pochi attimi.
La descrizione di questa parte potrebbe risultare un po' violenta, quindi i deboli di stomaco sono pregati di immaginarsi dei petali di rosa al posto delle frotte di sangue.
La donna, nel pieno della sua lucidità mentale, decide quindi di provare lo stesso giochetto con il figlio. Questa volta, riuscendoci. Il marito, entrando in camera del ragazzo, trova la squilibrata con il moncherino ancora in mano ed il figlio impassibile con un po' di sangue sulle mani.
Per un secondo ho pensato che gli avessero chiesto di guardare in camera tentando di imitare un'espressione media di Marylin Manson.
L'uomo, sconvolto almeno quanto lo spettatore medio nel vedere una scena simile, tenta di recuperare il fringuello del fanciullo (leggasi "cazzo"), ma la donna inizia... A masticarlo.
Capita l'impossibilità di recuperare il pene del frutto della propria pianta, percossa e inaridita pochi secondi prima -e dalla stessa, insaziabile, psicopatica- l'uomo porta il figlio in ospedale.
Il film potrebbe benissimo finire qui, ma il regista ha deciso di deliziarci con altre due ore di incubi.
Quindi, la pellicola inizia a concentrarsi in un'irrimediabile ricerca della felicità nonostante l'assenza del proprio pene, sia da parte del figlio, sia da parte del padre, che per sostegno morale si spara nei pantaloni.
Il film riesce ad esser carico di emotività e di tensione, ma descriverne la trama tentando di rimanere seri è completamente impossibile.
Il padre inizia a cercare su internet svariati modi per compensare la mancanza del pene. Inizialmente si informa sulla possibilità di un trapianto quindi, verificatane l'impossibilità immediata, cerca di trovare altri metodi per far provare piacere al figlio.
Il pargolo nel frattempo, obbligato ad usare un tubo per fare pipì, non riesce a tenere il segreto ai temibili bulli della scuola. Ovviamente questi lo iniziano a pestare a sangue tutti i giorni.
Il bullismo è sempre stato un argomento scomodo, a mio parere l'opera nel complesso poteva farne a meno, ma fortunatamente i bulli sono solo un problema momentaneo nella vita del prode giovine dalle mancate membra. Si ritrova infatti a frequentare il mercato della puttana di quartiere (e no, non è un puttana sparato a caso, questa viene presentata come una "bocca di rosa" coreana, una prostituta gratuita, una donna dai facili amor che prova piacere nel far provare piacere a chi gli sta intorno. Una santa dei giorni nostri, un'eroina, una dea... no vabbè, nà zozza.) che per buona educazione, dato che le ha fatte vedere al padre, mostra le sue meraviglie (senza motivo) anche al figlio, che sfortunatamente non ha il pene. La scena è molto forzata, come tutto nel film, ma per quanto abbia provato a capirne la gestualità un paio di volte prima di scriverne questo articolo, non sono mai arrivato ad una spiegazione lecita del motivo per cui lei si debba togliere i vestiti ogni volta in cui viene inquadrata -anche per errore- dal cameraman.
Una volta fuori dal negozio, il giovine viene aggredito dai soliti bulli, che come al solito tentano di fargli togliere i pantaloni e lo menano, sfortunatamente per loro, dei bulli più grossi intervengono a salvare il ragazzo.
L'adolescente viene salvato da un gruppo che nel giro di un giorno inizia a farlo fumare, a farlo bere e che chiaramente lo invita ad uno stupro di branco nei confronti della commessa. Tolto il fatto che probabilmente l'avrebbe data a tutti loro senza alcun diavolo di problema, se solo l'avessero chiesta, il ragazzo inizialmente titubante accetta ed inizia a simulare un avanti e indietro, rivelando alla tizia di non avere un pisello.
I tipozzi vengono comunque denunciati e portati in questura, dove il padre viene chiamato a salvare la pelle al ragazzo. L'uomo insiste nel dire che il figlio non ha il pisello e per tutta risposta il pargolo gli salta al collo ed inizia a pestare lui ed il poliziotto di fianco. Viene sbattuto in carcere, giusto in tempo per introdurre una delle scene più imbarazzanti della storia del cinema da quando un treno fece scappare un'intera sala.
Il padre trova su internet un sostituto valido della masturbazione: sfregarsi prepotentemente un sasso contro la pelle. Unica controindicazione della cosa sta nel terribile dolore successivo all' "atto carnale".
Credo di aver perso un rene dal ridere nel vedere il ragazzo fare l'unica sua espressione nel film nel simulare un "orgasmo".
Una volta uscito dal carcere il ragazzino, il padre trova finalmente la possibilità di un metodo sperimentale di trapianto del pene. Qui devo essermi perso una parte del film, ma il padre decide di donare il proprio pene al figlio... Di far trapiantare al figlio il proprio pene... No un attimo continua a suonare male...
di dare la propria fava al figlio...
di regalare il proprio strumento al suo erede...
Non credo esista un modo carino di dirlo, per quanto mi possa sforzare di trovare sinonimi, da il cazzo al figlio.
Io ero rimasto al fatto che si fosse sparato nei genitali, ma a quanto pare sono io che mi ricordo male gli avvenimenti... credo...
Il padre riesce quindi a f... avete capito, quand'ecco che di ritorno dall'ospedale, trovano la madre ad aspettarli a casa. Il figlio, da bravo cretino, mostra nuovamente la presenza di genitali con la stessa identica procedura della scorsa volta, ma questa volta è la madre a voler finire il lavoro. Oh sì. Questo film ha anche una scena d'incesto.
Una volta soddisfatto il pargolo, viene fermata -questa volta in tempo- dal padre.
Questa volta tra una cosa e l'altra i genitori finiscono a suicidarsi, il bambini li trova stecchiti sulle scale e si spara in testa anche lui, rendendo la storia delle amputazioni completamente inutili. Da qualche parte c'è anche una sotttotrama sul fatto che la gente provi piacere a piantarsi dei coltelli nelle spalle ed a girare nelle piaghe. Oh qualcuno dal pubblico sta gridando che è la parte principale per capire il titolo? Ah davvero un peccato che in questo minestrone di merda ci si riesca a muovere malapena in una trama principale.
Passiamo però alla parte importante
Un uomo tradisce ripetutamente la moglie con la commessa del minimarket vicino casa.
Già dai primi venti secondi di film ho iniziato a chiedermi perchè cazzo non se la fosse scelta più lontana dalla propria abitazione, insomma, giusto per tentare di non farsi beccare dalla moglie. Ogni mia dubbio riguardo alla pesantezza del culo del protagonista si è dissipato quando nel giro di un minuto questo riesce a farsi vedere sia dalla moglie che dal figlio mentre scopa la commessa -che entrambi vedono tutti i giorni- nella sua macchina, parcheggiata esattamente sotto casa sua.
Quest'uomo in pochi minuti non si rivela un coglione, ma un'icona per tutte le persone pigre al mondo.
Chiunque mai vorrà definirsi pigro dopo la visione di questo film, dovrà confrontarsi con questo personaggio dalla personalità meno credibile di un mattone lilla.
Superato l'imbarazzo empatico nei confronti del ritardato protagonista, lentamente inizia a notarsi la mancanza di un elemento fondamentale nel cinema moderno. Il dialogo.
A questo punto del film sono andato a cercare qualcosa a riguardo online cercando una spiegazione a quella che ho innocentemente pensato come una mancanza del sonoro nella mia copia del film.
Arrivato tramite più fonti alla realizzazione che non fosse altro che una (pessima) scelta del regista, mi sono fatto coraggio ed ho cliccato nuovamente play, convinto che il film di lì a poco sarebbe migliorato e che me lo sarei potuto godere nonostante l'assenza di parole.
Avrei dovuto fermarmi finchè ero in tempo. Avrei dovuto scartare la pellicola, mettere un film di Moccia e ridere della stupidità delle 14enni che guardano quella merda, ma ho mandato avanti. Sono stato uno sciocco a pensare di godermi questo film, nessuno ne sarebbe capace.
La moglie, dopo aver visto il marito a fare allegramente fiki fiki sotto casa con la cassiera/ commessa/ puttana di quartiere ed aver visto il figlio masturbarsi (A PORTA APERTA!!!) in camera sua, decide di avvicinare il marito nel sonno e tentare di amputargli il pene. Sono sempre stato turbato dall'idea di perdere il mio bastone dell'onnipotenza, vedere il marito accorgersi appena in tempo della terribile idea della donna, mi ha fatto tirare un sospiro di sollievo. Peccato che questa sensazione sia svanita in pochi attimi.
La descrizione di questa parte potrebbe risultare un po' violenta, quindi i deboli di stomaco sono pregati di immaginarsi dei petali di rosa al posto delle frotte di sangue.
La donna, nel pieno della sua lucidità mentale, decide quindi di provare lo stesso giochetto con il figlio. Questa volta, riuscendoci. Il marito, entrando in camera del ragazzo, trova la squilibrata con il moncherino ancora in mano ed il figlio impassibile con un po' di sangue sulle mani.
Per un secondo ho pensato che gli avessero chiesto di guardare in camera tentando di imitare un'espressione media di Marylin Manson.
L'uomo, sconvolto almeno quanto lo spettatore medio nel vedere una scena simile, tenta di recuperare il fringuello del fanciullo (leggasi "cazzo"), ma la donna inizia... A masticarlo.
Capita l'impossibilità di recuperare il pene del frutto della propria pianta, percossa e inaridita pochi secondi prima -e dalla stessa, insaziabile, psicopatica- l'uomo porta il figlio in ospedale.
Il film potrebbe benissimo finire qui, ma il regista ha deciso di deliziarci con altre due ore di incubi.
Quindi, la pellicola inizia a concentrarsi in un'irrimediabile ricerca della felicità nonostante l'assenza del proprio pene, sia da parte del figlio, sia da parte del padre, che per sostegno morale si spara nei pantaloni.
Il film riesce ad esser carico di emotività e di tensione, ma descriverne la trama tentando di rimanere seri è completamente impossibile.
Il padre inizia a cercare su internet svariati modi per compensare la mancanza del pene. Inizialmente si informa sulla possibilità di un trapianto quindi, verificatane l'impossibilità immediata, cerca di trovare altri metodi per far provare piacere al figlio.
Il pargolo nel frattempo, obbligato ad usare un tubo per fare pipì, non riesce a tenere il segreto ai temibili bulli della scuola. Ovviamente questi lo iniziano a pestare a sangue tutti i giorni.
Il bullismo è sempre stato un argomento scomodo, a mio parere l'opera nel complesso poteva farne a meno, ma fortunatamente i bulli sono solo un problema momentaneo nella vita del prode giovine dalle mancate membra. Si ritrova infatti a frequentare il mercato della puttana di quartiere (e no, non è un puttana sparato a caso, questa viene presentata come una "bocca di rosa" coreana, una prostituta gratuita, una donna dai facili amor che prova piacere nel far provare piacere a chi gli sta intorno. Una santa dei giorni nostri, un'eroina, una dea... no vabbè, nà zozza.) che per buona educazione, dato che le ha fatte vedere al padre, mostra le sue meraviglie (senza motivo) anche al figlio, che sfortunatamente non ha il pene. La scena è molto forzata, come tutto nel film, ma per quanto abbia provato a capirne la gestualità un paio di volte prima di scriverne questo articolo, non sono mai arrivato ad una spiegazione lecita del motivo per cui lei si debba togliere i vestiti ogni volta in cui viene inquadrata -anche per errore- dal cameraman.
Una volta fuori dal negozio, il giovine viene aggredito dai soliti bulli, che come al solito tentano di fargli togliere i pantaloni e lo menano, sfortunatamente per loro, dei bulli più grossi intervengono a salvare il ragazzo.
L'adolescente viene salvato da un gruppo che nel giro di un giorno inizia a farlo fumare, a farlo bere e che chiaramente lo invita ad uno stupro di branco nei confronti della commessa. Tolto il fatto che probabilmente l'avrebbe data a tutti loro senza alcun diavolo di problema, se solo l'avessero chiesta, il ragazzo inizialmente titubante accetta ed inizia a simulare un avanti e indietro, rivelando alla tizia di non avere un pisello.
I tipozzi vengono comunque denunciati e portati in questura, dove il padre viene chiamato a salvare la pelle al ragazzo. L'uomo insiste nel dire che il figlio non ha il pisello e per tutta risposta il pargolo gli salta al collo ed inizia a pestare lui ed il poliziotto di fianco. Viene sbattuto in carcere, giusto in tempo per introdurre una delle scene più imbarazzanti della storia del cinema da quando un treno fece scappare un'intera sala.
Il padre trova su internet un sostituto valido della masturbazione: sfregarsi prepotentemente un sasso contro la pelle. Unica controindicazione della cosa sta nel terribile dolore successivo all' "atto carnale".
Credo di aver perso un rene dal ridere nel vedere il ragazzo fare l'unica sua espressione nel film nel simulare un "orgasmo".
Una volta uscito dal carcere il ragazzino, il padre trova finalmente la possibilità di un metodo sperimentale di trapianto del pene. Qui devo essermi perso una parte del film, ma il padre decide di donare il proprio pene al figlio... Di far trapiantare al figlio il proprio pene... No un attimo continua a suonare male...
di dare la propria fava al figlio...
di regalare il proprio strumento al suo erede...
Non credo esista un modo carino di dirlo, per quanto mi possa sforzare di trovare sinonimi, da il cazzo al figlio.
Io ero rimasto al fatto che si fosse sparato nei genitali, ma a quanto pare sono io che mi ricordo male gli avvenimenti... credo...
Il padre riesce quindi a f... avete capito, quand'ecco che di ritorno dall'ospedale, trovano la madre ad aspettarli a casa. Il figlio, da bravo cretino, mostra nuovamente la presenza di genitali con la stessa identica procedura della scorsa volta, ma questa volta è la madre a voler finire il lavoro. Oh sì. Questo film ha anche una scena d'incesto.
Una volta soddisfatto il pargolo, viene fermata -questa volta in tempo- dal padre.
Questa volta tra una cosa e l'altra i genitori finiscono a suicidarsi, il bambini li trova stecchiti sulle scale e si spara in testa anche lui, rendendo la storia delle amputazioni completamente inutili. Da qualche parte c'è anche una sotttotrama sul fatto che la gente provi piacere a piantarsi dei coltelli nelle spalle ed a girare nelle piaghe. Oh qualcuno dal pubblico sta gridando che è la parte principale per capire il titolo? Ah davvero un peccato che in questo minestrone di merda ci si riesca a muovere malapena in una trama principale.
Passiamo però alla parte importante
LA VERSIONE DI TK
Il film, per quanto possa apparire dalla trama ridicola, o semplicemente dal contenuto scabroso, non è affatto male. Riflettendoci a freddo, e analizzando con moltissima calma i contenuti che vole passare al pubblico, si può trovare come qualcosa di molto profondo e soprattutto di inaspettatamente introspettivo.
Esso non è altro che un viaggio nella natura umana, ella peggior parte della natura umana, quella che non vorremmo mai esplorare, la parte dominante del nostro es: la libido e le conseguenze della nostra esclusione da essa.
I personaggi sono profondi: un padre che nonostante sia un vero e proprio ezzo di merda, si dimostra essere attaccato più a suo figlio che alla sua stessa sessualità, una madre che sembra dolce, ma che si rivela essere un mostro... Ed un figlio che rappresenta il persoaggio più complesso da analizzare nella vicenda, non è altro che un uomo privato della scoperta di se stesso. Egli vorrebbe conoscere il suo corpo, ma la sua creatrice glielo impedisce in maniera irrazionale e violenta. Si pratica una continua inversione dei ruoli, in cui l'unico punto fermo rimane sempre e soltanto la puttana che ho tanto sfottuto e che vi ho donato in tutte le sue grazie poco sopra. Essa è portatrice di piacere in qualunque momento del film. Non priva nessuno di nulla, una ninfomane viene elevata nel concreto ad una moderna venere, che dona senza chiedere nulla in cambio.
Gli elementi drammatici sono portati all'estremo e la pellicola risulta essere agghiacciante dal primo momento all'ultimo, non c'è un'oasi nel deserto di terrore che i viene a creare nel guardare questo film. Esso non è altro che il peggior incubo in cui possiate incappare nella vostra carriera da cinefili.
La mente del regista (KIm Ki-Duk) non è la prima volta che sconvolge il pubblico, ma sfortunatamente non ho avuto occasione di vedere altre sue opere, un po' perchè dopo questo film credo ch rimarrò disgustato alla sola idea di toccare altri suoi lavori per almeno un annetto, un po' perchè sfortunatamente prima del festival di venezia del 2012 (sua prima comparsa con UN ALTRO film fuori concorso) lo conoscevano in pochi. Spero di non dover recensire nient'altro di suo in vita, anche se sono uscito piacevolmente sorpreso da questo primo impatto.
Se non voglio avventurarmi ulteriormente in suoi film è solamente perchè questo ha manifestato delle gravissime pecche:
Come ho già fatto capire, la recitazione degli attori (costretti a combattere con il muto) viene a mancare più volte durante l'opera. Singolare la scena dell'uscita dal carcere del figlio, dove il padre per chiedergli se il metodo dello sfregarsi il sasso sulla pelle abbia funzionato. Sembra una stramaledetta scimmia.
L'esagerazione dei temi, la spinta verso l'inumano e la pesante misantropia visibile nel regista fanno dell'opera una parodia di se stessa, il che non gioca a favore del contenuto pesante e invidiabilmente profondo.
Bisogna inoltre sottolineare che la mancanza di sonoro (musica e voce), non aggiunge nulla se non pretenziosità alla pellicola. Non sono mai stato un fan delle opere fintamente mute e sono perfettamente convinto che metà della sceneggiatura in un film sia composta dai dialoghi e non dall'espressività in sè. Quindi mi vedo costretto a mostrare un'eccessiva severità verso questa rimozione non solo non necessaria, ma snervante.
Concludendo, bel film, ma non lo riguarderei.
Consigliato: Sì
Voto: 6,5/10
Mezzo punto solo per le tette random della commessa, hanno salvato il film dall'oblio.
Esso non è altro che un viaggio nella natura umana, ella peggior parte della natura umana, quella che non vorremmo mai esplorare, la parte dominante del nostro es: la libido e le conseguenze della nostra esclusione da essa.
I personaggi sono profondi: un padre che nonostante sia un vero e proprio ezzo di merda, si dimostra essere attaccato più a suo figlio che alla sua stessa sessualità, una madre che sembra dolce, ma che si rivela essere un mostro... Ed un figlio che rappresenta il persoaggio più complesso da analizzare nella vicenda, non è altro che un uomo privato della scoperta di se stesso. Egli vorrebbe conoscere il suo corpo, ma la sua creatrice glielo impedisce in maniera irrazionale e violenta. Si pratica una continua inversione dei ruoli, in cui l'unico punto fermo rimane sempre e soltanto la puttana che ho tanto sfottuto e che vi ho donato in tutte le sue grazie poco sopra. Essa è portatrice di piacere in qualunque momento del film. Non priva nessuno di nulla, una ninfomane viene elevata nel concreto ad una moderna venere, che dona senza chiedere nulla in cambio.
Gli elementi drammatici sono portati all'estremo e la pellicola risulta essere agghiacciante dal primo momento all'ultimo, non c'è un'oasi nel deserto di terrore che i viene a creare nel guardare questo film. Esso non è altro che il peggior incubo in cui possiate incappare nella vostra carriera da cinefili.
La mente del regista (KIm Ki-Duk) non è la prima volta che sconvolge il pubblico, ma sfortunatamente non ho avuto occasione di vedere altre sue opere, un po' perchè dopo questo film credo ch rimarrò disgustato alla sola idea di toccare altri suoi lavori per almeno un annetto, un po' perchè sfortunatamente prima del festival di venezia del 2012 (sua prima comparsa con UN ALTRO film fuori concorso) lo conoscevano in pochi. Spero di non dover recensire nient'altro di suo in vita, anche se sono uscito piacevolmente sorpreso da questo primo impatto.
Se non voglio avventurarmi ulteriormente in suoi film è solamente perchè questo ha manifestato delle gravissime pecche:
Come ho già fatto capire, la recitazione degli attori (costretti a combattere con il muto) viene a mancare più volte durante l'opera. Singolare la scena dell'uscita dal carcere del figlio, dove il padre per chiedergli se il metodo dello sfregarsi il sasso sulla pelle abbia funzionato. Sembra una stramaledetta scimmia.
L'esagerazione dei temi, la spinta verso l'inumano e la pesante misantropia visibile nel regista fanno dell'opera una parodia di se stessa, il che non gioca a favore del contenuto pesante e invidiabilmente profondo.
Bisogna inoltre sottolineare che la mancanza di sonoro (musica e voce), non aggiunge nulla se non pretenziosità alla pellicola. Non sono mai stato un fan delle opere fintamente mute e sono perfettamente convinto che metà della sceneggiatura in un film sia composta dai dialoghi e non dall'espressività in sè. Quindi mi vedo costretto a mostrare un'eccessiva severità verso questa rimozione non solo non necessaria, ma snervante.
Concludendo, bel film, ma non lo riguarderei.
Consigliato: Sì
Voto: 6,5/10
Mezzo punto solo per le tette random della commessa, hanno salvato il film dall'oblio.


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